La strage dei braccianti ad Amendolara entra in Consiglio regionale: Occhiuto apre una finestra sul caporalato
Anticipato l’inizio della seduta di lunedì prossimo per affrontare eventuali rimedi allo sfruttamento nei campi e non solo. Resta nei cassetti la proposta di legge bipartisan (primo firmatario Tavernise) che prevedeva l’istituzione di un registro delle imprese agricole virtuose
L'eccidio di Amendolara ha acceso prepotentemente i riflettori sul fenomeno del caporalato nella nostra filiera agroalimentare. Già all'indomani della strage il presidente Roberto Occhiuto pur celebrando la ricorrenza della Festa della Repubblica aveva rivolto il suo cordoglio per quanto accaduto. Oggi ha deciso, d'intesa con il presidente del consiglio regionale Salvatore Cirillo, di modificare l'ordine del giorno del prossimo consiglio regionale fissato per lunedì 8 giugno. La seduta sarà infatti dedicata al fenomeno del caporalato ed eventuali rimedi da porre. Ovviamente per la parte che compete alla Regione lasciando a chi deputato la repressione e la prevenzione di questi fenomeni.
Strage di Amendolara, Bombardieri: «Dietro il caporalato c’è la copertura della ’ndrangheta»«Alla luce della drammatica vicenda dei quattro braccianti uccisi in modo atroce nei pressi di Amendolara, nel cosentino, ho chiesto al presidente Cirillo, che ha condiviso immediatamente questa esigenza, di anticipare la convocazione del Consiglio regionale già prevista per lunedì 8 giugno a Palazzo Campanella, inserendo all'ordine del giorno una discussione sul caporalato, sullo sfruttamento del lavoro e sulla condizione dei migranti. Ritengo doveroso che, in un momento così doloroso e sconvolgente per la nostra comunità, l'assemblea legislativa della Calabria dedichi una sessione specifica a questi temi ».
La seduta quindi verrà anticipata nell'orario di inizio in modo da avere un'ampia finestra temporale per discutere del fenomeno. Ciò anche alla luce della denuncia del portavoce di AVs, Giuseppe Campana, il quale ha ricordato che esiste una proposta di legge sul caporalato ferma nei cassetti della Cittadella dal 2024. La proposta presenta come primo firmatario Davide Tavernise, all'epoca capogruppo del M5s , ma era stata sottoscritta anche dalla leghista Katya Gentile e dall'allora consigliere regionale dem Giovanni Muraca. Il succo era quello di istituire un registro delle imprese agricole virtuose ovvero che “non hanno avuto condanne per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e che non sono destinatarie, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative oltre ad essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi ”.
Caporalato in Calabria, il sistema invisibile dietro la strage di Amendolara: violenze e ricatti, fino a 12mila lavoratori sfruttatiPer queste imprese la legge prevedeva un sistema di criteri premiali, pari al 5% nell'aggiudicazione dei bandi regionali ed europei. Parallelamente a questo la legge prevedeva anche una serie di campagne di informazione e di formazione dei braccianti agricoli stranieri sui contratti di lavoro.
Nella scorsa legislatura la proposta è rimbalzata da una commissione all'altra senza mai approdare in aula, anche per la chiusura anticipata della legislatura. L'indignazione di questi giorni potrebbe farla riprendere o magari migliorarla. Va ricordato infatti che lo stesso Occhiuto aveva lanciato durante il primo consiglio regionale l'idea di istituire dei Cpi, centri per l'impiego, in Tunisia per importare manodopera necessaria soprattutto al settore edile. Di certo nessuno pensa che questi nuovi lavoratori debbano venire in Calabria ad alimentare il caporalato.