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19/02/2026 ore 06.15
Politica

L’alluvione del Crati è un’onda anomala sulla politica: Stasi sfida Occhiuto e si candida a leader dell’opposizione

Il sindaco di Corigliano Rossano ha alzato il tiro contro il centrodestra attaccandolo su tutto: dalla mancata spesa per la tutela del territorio all'aumento delle tariffe sui rifiuti. Dopo anni in cui il centrosinistra ha dovuto ricorrere ai casting per trovare un candidato, questa volta lui sembra essere pronto

di Massimo Clausi

Guerra sui rifiuti, polemiche sull'acqua, attacchi sulla sanità. L'ondata di maltempo di questi giorni ci restituisce non solo un territorio fragile come un grissino, ma anche un dato politico. Dopo l'esondazione del Crati e i dubbi che ha sollevato LaC sulla gestione della diga di Tarsia l'opposizione in Calabria sembra aver trovato un suo leader.

Si tratta di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano che nelle ore successive al maltempo non solo si sta spendendo molto in prima linea ma trova anche il tempo di polemizzare con il centrodestra. Bardato con la tuta fluorescente della Protezione Civile, non solo accoglie la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein (che parte dalla Sibaritide come luogo simbolo della devastazione dei cicloni di queste settimane), ma spara video a raffica per denunciare l'inerzia del commissario delegato al dissesto idrogeologico. L'atto di accusa è preciso: 500 milioni stanziati da anni e solo il 4% delle risorse spese. Dice, dateli a noi sindaci che sappiamo come metterli a terra.

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Il centrodestra evidentemente accusa il colpo. A Stasi ha replicato l'assessore regionale, Pasqualina Straface , addossando a lui la responsabilità sulla cura del territorio. Non solista. L'assessore all'Ambiente, Antonio Montuoro, lo ha invece attaccato sul fronte dei rifiuti sostenendo che la Stasi fa solo propaganda , mentre il suo comune deve alla Regione per i conferimenti rifiuti qualcosa come 14 milioni di euro. Insomma è scontro totale.

Tutto questo mentre l'opposizione in consiglio regionale, come al solito, non sembra essere incisiva. O comunque le iniziative in aula scivolano sul centrodestra come acqua piovana su una cerata.

La voglia di Stasi di porsi come leader della coalizione di centrosinistra non è certo una novità e l'attivismo di questi ultimi due giorni non è ulteriore conferma. Già negli afosi e convulsi giorni di agosto in cui il campo progressista doveva scegliere il concorrente di Occhiuto, Avs aveva provato fino all'ultimo di proporre Stasi. Sappiamo tutti come è andata e il giovane sindaco di Corigliano Rossano si è “vendicato” dopo un mese sottolineando come, nonostante la terza sconfitta in cinque anni alle regionali, dei dirigenti del centrosinistra non si fosse dimesso nessuno . Del resto proprio il suo profilo di underdog per dirla alla Meloni o di uomo fuori dalle logiche di partito fa presa sul popolo di centrosinistra stanco dei rituali e delle risse da congresso di un Pd che sembra immutabile . Certo il suo essere senza la copertura di un partito importante è stato il suo limite questa estate, ma oggi può essere un suo ulteriore punto di forza.

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Stasi, fra l'altro, può rivendicare di essere stato uno dei pochi ad aver battuto elettoralmente Roberto Occhiuto. Lo ha fatto in occasione delle amministrative della sua città quando la Cittadella aveva puntato su Pasqualina Straface, con lo stesso Occhiuto che nella disfida ci aveva messo la faccia come in pochissime altre occasioni. Il risultato finale è stato un plebiscito per Stasi che ora, arrivato al suo secondo mandato, punta verso Catanzaro.

Per una volta, se riuscisse a mantenere questo profilo, il centrosinistra alle prossime elezioni non dovrà ripartire da zero alla caccia di un leader. E se uno non si materializza in consiglio regionale, allora questo si può creare fuori dall'aula di Reggio Calabria.

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