Sezioni
Edizioni locali
27/10/2017 ore 14.12
Politica

Lamezia, Mascaro: «Abbiamo sempre combattuto la criminalità» (VIDEO)

Dopo la conclusione dei lavori della Commissione d’accesso al Comune e la richiesta dello scioglimento, il primo cittadino convoca una conferenza stampa per analizzare il lavoro sin qui svolto dalla sua amministrazione

di Tiziana Bagnato

 “Se verrà accertato che ci sono state interferenze della criminalità e non verrà trovato alcun atto in cui queste interferenze abbiano poi avuto effetto significa che l’amministrazione Mascaro costituisce veramente un baluardo inespugnabile in una città difficile a difesa della legalità e della buona amministrazione”.  Paolo Mascaro è sereno, certo, lo ripete più volte, che non possano essere trovate ragioni per sciogliere il suo consiglio comunale.

 

Durante la conferenza stampa, indetta a pochi giorni dalla consegna da parte da parte della commissione di accesso agli atti della relazione al Prefetto e da questo al ministro dell’Interno, è un fiume in piena. Puntiglioso e preciso come sempre, ma anche con il desiderio di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

 

E’ facile, spiega, ergersi a paladino della legalità in realtà che non sono toccate dalla ‘ndrangheta. E’ eroico, invece, secondo il primo cittadino riuscire a difendere un’amministrazione in contesti che dalla criminalità organizzata sono divorati. Lancia allora la sfida a trovare anche un solo atto che sia stato influenzato dal logiche di mafia. E guarda anche al passato. A quell’amministrazione Speranza sempre descritta dalla stampa nazionale come esempio di legalità ma a cui lui, ha spiegato, ha dovuto revocare più delibere e senza che ci fossero mai ricorsi al Tar.

 

Altro passaggio quello dei beni confiscati. Ventuno quelli di cui il suo governo cittadino ha chiesto l’assegnazione, andando a toccare al cuore i mafiosi. E poi il passaggio sulla giunta comunale ballerina. Prima la sottolineatura che la giunta vibonese ha avuto lo stesso numero di avvicendamenti ma non la stessa attenzione da parte della stampa e poi l’ammissione che forse questi sono stati dovuti al suo carattere difficile a cui però non rinuncia perché il popolo lo ha votato.

 

Infine la chiosa: “Se dovrò essere fucilato mi presenterò a testa alta”.