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13/10/2026 ore 19.28
Politica

Sud chiama Nord, Cateno De Luca e Laura Castelli preparano il salto nazionale: accordo con FdI e segnali di crescita

L'intesa annunciata dal fondatore apre il percorso verso le politiche. La presidente, già viceministra dell'Economia, affianca il progetto degli amministratori: liste, presenza alla Camera e primi incrementi nelle rilevazioni Swg e Lab21

di Franco Gemoli

La partita nazionale di Sud chiama Nord prende forma attorno a una scelta politica e a un obiettivo organizzativo: l'accordo con Fratelli d'Italia annunciato da Cateno De Luca e la costruzione di una presenza elettorale che superi il radicamento siciliano. Il fondatore del movimento, sindaco di Taormina e deputato all'Assemblea regionale siciliana, ha indicato il 3% come traguardo del progetto; Laura Castelli, presidente di Sud chiama Nord ed ex viceministra dell'Economia nel Governo Conte II, ne accompagna il percorso portando l'esperienza maturata tra Parlamento e governo. I primi incrementi registrati da SWG e LAB21 si inseriscono in questo passaggio, nel quale la rappresentanza degli amministratori locali cerca uno spazio anche a Roma.

Il punto di partenza resta il rapporto con i territori, ma il percorso illustrato da De Luca investe ormai la preparazione delle liste e gli equilibri parlamentari. Nelle sue dichiarazioni, l'intesa nazionale deve consentire al movimento di partecipare alle prossime politiche conservando una propria identità, mentre la dimensione siciliana mantiene un distinto margine di autonomia.

L'intesa con FdI e la costruzione delle liste

L'annuncio dell'accordo era stato riportato da LaC News24 l'8 ottobre, sulla base delle dichiarazioni di De Luca a L'Identità. Il leader ha spiegato di avere scelto il centrodestra dopo averne registrato l'apertura verso un progetto fondato su sindaci e amministratori, pur avendo ricevuto disponibilità anche dal centrosinistra. Una scelta alla quale ha associato la preparazione di una conferenza stampa alla Camera per illustrarne i contenuti.

Il passaggio parlamentare rappresenta una parte concreta di questa operazione. Sud chiama Nord è presente alla Camera con Francesco Gallo; De Luca ha prospettato il rafforzamento della componente attraverso il cosiddetto prestito di esponenti di FdI, collegandolo alle agevolazioni per la raccolta delle firme e, quindi, alla possibilità di costruire le liste. La Sicilia ha indicato i deputati Manlio Messina e Lillo Pisano come possibili protagonisti dell'operazione: sono i nomi emersi nelle ricostruzioni della stampa, la loro partecipazione resta quindi prospettata, senza che le notizie citate ne attestino la formalizzazione.

Nell'intervista pubblicata da L'Identità il 9 ottobre, De Luca ha precisato anche il perimetro siciliano della scelta: ha confermato la disponibilità a candidarsi alla presidenza della Regione e l'opposizione al governo di Renato Schifani. L'interlocuzione nazionale con il centrodestra procede dunque, nella posizione espressa dal fondatore, senza assorbire automaticamente le decisioni sulle regionali.

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Castelli, dal ministero dell'Economia alla presidenza del movimento

Dentro questo percorso si colloca il ruolo di Laura Castelli. Eletta alla Camera con il Movimento 5 Stelle nel 2013 e riconfermata nel 2018, ha ricoperto gli incarichi di sottosegretaria e viceministra dell'Economia nei governi Conte e Draghi. La sua esperienza attraversa due ambiti che il progetto di Sud chiama Nord vuole collegare: le richieste degli amministratori e i luoghi nei quali si definiscono risorse, regole e decisioni nazionali.

La posizione della presidente sul rapporto con il centrodestra è emersa nelle dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera il 5 ottobre. Castelli ha espresso un giudizio favorevole sulla fermezza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, soprattutto in politica estera, e ha criticato la confusione del campo largo. Quelle parole precedono l'annuncio di De Luca e delineano la direzione politica assunta dal movimento nel confronto tra gli schieramenti.

Il percorso nazionale affianca così alla leadership e al radicamento territoriale del fondatore il profilo istituzionale della presidente. Il terreno sul quale Sud chiama Nord intende svilupparlo è quello di una rete di amministratori capace di sostenere candidature e liste fuori dalla Sicilia, dando continuità organizzativa alla presenza del movimento.

I segnali di crescita nelle rilevazioni nazionali

I sondaggi più recenti aggiungono un elemento a questa costruzione. SWG, nella rilevazione per il Tg La7 diffusa il 12 ottobre, accredita Sud chiama Nord dell'1%, con un aumento di un decimo rispetto alla settimana precedente; LAB21, nel sondaggio pubblicato da Affaritaliani il 9 ottobre, indica l'1,6%, anch'esso superiore di un decimo al precedente valore dello stesso istituto. Sono incrementi contenuti, ma entrambi positivi.

Il grafico accosta queste rilevazioni allo 0,5% attribuito da Cluster17 nelle interviste del 21-24 settembre. Poiché istituti, campioni e metodi sono differenti, i tre valori restituiscono fotografie separate: i segnali di crescita si leggono nei confronti interni a SWG e LAB21, mentre lo scarto tra le tre stime non costituisce una progressione dallo 0,5 all'1,6%. Il 3% indicato da De Luca nell'intervista resta un obiettivo politico, distinto dal consenso oggi rilevato.

La rappresentanza municipale e il riferimento calabrese

Il tema della rappresentanza dei territori trova un riferimento anche in Calabria con "Sindaci d'Italia", presieduto da Ernesto Magorno, già sindaco di Diamante e parlamentare, ex segretario regionale del Partito democratico. Presentato alla stampa il 5 ottobre, il nuovo movimento propone di portare l'esperienza degli amministratori locali nell'agenda nazionale. La centralità dei Comuni è un terreno di interesse comune, ma i due soggetti restano distinti e le fonti consultate non documentano un'alleanza.

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Per Sud chiama Nord, il percorso verso le politiche si concentra adesso sulla traduzione dell'accordo annunciato in passaggi parlamentari e organizzativi, sulla preparazione delle liste e sull'estensione della rete territoriale. Sono questi gli elementi attraverso i quali De Luca e Castelli intendono dare consistenza nazionale al movimento: il consenso misurato dai sondaggi ne accompagna il cammino, mentre la rappresentanza degli amministratori rimane il nucleo del progetto presentato dal fondatore.