Legge elettorale, Boccia (Pd): «È una truffa». E sul voto di Reggio: «Dimostrerà che ci sono due destre»
Il capogruppo del Pd attacca la legge elettorale approvata al Senato, definendola «un imbroglio» e accusando la maggioranza di averla costruita «sulla paura di perdere». E sulle suppletive: «La Calabria è il primo test»
«Un imbroglio, una legge truffa». Il capogruppo del Pd Francesco Boccia respinge senza appello, in un'intervista al Corriere della Sera, la legge elettorale approvata al Senato e rifiuta l'idea che il centrosinistra possa in realtà essere interessato al nuovo meccanismo in vista delle prossime elezioni.
«La destra non si illuda, perché noi siamo uniti e non ci divideremo. Prima si vota e meglio è, noi siamo pronti», afferma.
«È una legge nata sulla paura di perdere, con l'ossessione di trasformare una minoranza di voti in una maggioranza parlamentare enorme». Boccia nega anche l'ipotesi che, sotto sotto, il centrosinistra possa essere soddisfatto perché il premio di maggioranza potrebbe eventualmente favorire anche una coalizione progressista. Nel mirino del capogruppo dem c'è anche il governo Meloni. Alla domanda sul perchè abbia detto in Aula che la premier «non si salverà» Boccia osserva: «Meloni ha festeggiato quattro anni di stabilità e la percezione diffusa nel Paese è che li abbia sprecati. Non ha cambiato l'Italia e quel che resta è Vannacci, una destra più radicalizzata e un Paese fermo, piantato. Con problemi sociali ed economici che sono sotto gli occhi di tutti».
Boccia esclude inoltre qualsiasi accordo tra Elly Schlein e Giorgia Meloni sulla legge elettorale. «Non esiste. Il Pd di Schlein non farà mai accordi con la destra per convenienza», afferma, criticando un sistema che, a suo giudizio, «con i capilista bloccati, i nominati, le preferenze finte e le donne penalizzate allontana gli elettori dalle urne».
Nuova legge elettorale, la simulazione sui seggi: con Vannacci 226 deputati a Meloni, senza 221 al centrosinistraBoccia guarda poi al passaggio parlamentare alla Camera e ipotizza che il provvedimento possa essere fermato anche grazie al voto segreto. «L'80% dei senatori e senatrici del centrodestra, l'ho visto e sentito a Palazzo Madama, sa di aver votato un testo sbagliato, che farà male al Paese e a loro. La maggioranza degli eletti non tornerà in Parlamento e quel malcontento aumenterà, fino al voto alla Camera», sostiene.
«Meloni dovrebbe fermarsi e, se non lo fa, i deputati sanno che possono fermare quello scempio».
Le primarie e le suppletive di Reggio
Quanto alla possibilità di ricorrere alle primarie per individuare il candidato premier, Boccia ribadisce: «Il centrosinistra resterà unito a prescindere, con qualsiasi legge». E sul Rosatellum aggiunge: «È meglio di questa schifezza».
Poi indica nel voto del 27 settembre a Reggio Calabria un primo banco di prova: «Se Meloni non ha capito il quadro politico che lei ha costruito, lo scoprirà il 27 settembre a Reggio Calabria».
Sulle suppletive in Calabria, Boccia spiega che il centrosinistra punta alla vittoria «perché il candidato è uno stimato cardiochirurgo che unisce tutta l'area progressista, Frank A. Benedetto. La Calabria è il primo test e dimostrerà che ci sono due destre», sostiene.
Interpellato infine sull'ipotesi che una destra possa arrivare al Quirinale con Meloni e un'altra a Palazzo Chigi con Roberto Vannacci, Boccia risponde: «La nostra Costituzione antifascista ha gli anticorpi per evitare questa deriva».