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11/10/2026 ore 13.30
Politica

Legge elettorale: contro il diktat delle liste bloccate, il Pd coinvolga gli iscritti nella scelta dei candidati

La politica può scegliere di attenuare gli aspetti negativi della riforma attraverso il meccanismo delle parlamentarie anche per scegliere i capilista, garantendo la parità di genere

di Raffaele Mammoliti*

La legge elettorale che è stata approvata in Parlamento solleva, a mio avviso, una questione molto più ampia della semplice tecnica elettorale: riguarda la qualità della nostra democrazia e il rapporto tra cittadini, partiti e istituzioni. Che cosa significa democrazia ai tempi del sovranismo e del nazionalismo è una domanda che dovrebbe interrogare tutti, non soltanto il centrodestra che oggi governa e che ha deciso la modifica delle regole elettorali. Il centrodestra governa dal 2022 anche perché, in quella tornata elettorale, il centrosinistra si presentò diviso e perse gran parte dei collegi uninominali.

Oggi il centrosinistra sembra aver compreso,forse, che l’unità è una condizione indispensabile per competere. Nel frattempo, però, il centrodestra modifica la legge elettorale per evitare una sconfitta quasi certa e rafforza ulteriormente il potere dei vertici dei partiti nella scelta dei parlamentari. Il punto centrale è proprio questo: chi sceglie i parlamentari? I cittadini oppure i gruppi dirigenti dei partiti? Se la grande maggioranza degli eletti sarà determinata attraverso liste bloccate e candidature decise dai vertici, il rapporto diretto tra elettori ed eletti rischia di indebolirsi ulteriormente.

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Un parlamentare che deve principalmente la propria elezione alla decisione del leader del partito può essere portato a considerare prioritario il rapporto con chi determina la sua ricandidatura, anziché quello con gli elettori e con i territori. È una questione che non può essere liquidata come un dettaglio tecnico. Alle elezioni comunali, regionali e per il Parlamento europeo gli elettori possono esprimere preferenze per scegliere i propri rappresentanti. Perché questo principio dovrebbe essere considerato incompatibile solo per le elezioni politiche nazionali?

A mio avviso, la partecipazione dei cittadini alla scelta dei candidati dovrebbe essere difesa e rafforzata. Per questo ritengo indispensabile che il Partito Democratico coinvolga iscritti ed elettori nella selezione delle candidature. Le parlamentarie dovrebbero essere utilizzate sia per la scelta dei candidati sia per l’individuazione dei capilista, garantendo la parità di genere. Altrimenti si rischia una contraddizione: contestare una legge elettorale perché concentra il potere di scelta nelle mani dei vertici dei partiti e, contemporaneamente, utilizzare quello stesso meccanismo quando conviene.

La democrazia non può essere difesa soltanto quando riguarda gli avversari. Nel frattempo, mentre la politica discute prevalentemente delle regole elettorali, milioni di cittadini continuano ad affrontare problemi concreti: il costo della vita, la qualità e l’accessibilità dei servizi pubblici essenziali, il costo dell’energia, salari e pensioni che faticano a tenere il passo con l’inflazione e una crescente difficoltà per molte famiglie ad arrivare alla fine del mese. Il centrosinistra dovrebbe quindi lavorare contemporaneamente su due fronti: difendere la qualità democratica delle istituzioni e costruire una proposta di governo credibile, concreta e riconoscibile. Le differenze che esistono nel centrosinistra sui diversi temi possono essere affrontate attraverso il confronto e la sintesi politica.

Ciò che non possiamo permetterci è continuare ad arrivare tardi, dividerci quando servirebbe unità e presentarci impreparati agli appuntamenti decisivi. La democrazia ha bisogno di regole rigorose, trasparenti e rispettate da tutti. Ogni volta che si compiono strappi alle regole di partecipazione e si riduce lo spazio di scelta dei cittadini, si rischia di alimentare disaffezione, sfiducia e distanza dalla politica. Per questo considero fondamentale coinvolgere militanti, iscritti ed elettori nella scelta dei candidati e nella costruzione del programma. Non si tratta soltanto di scegliere chi dovrà sedere in Parlamento. Si tratta di decidere quale rapporto vogliamo costruire tra politica e cittadini.

*Già consigliere regionale, componente Direzione nazionale Pd