Legge elettorale, Fratelli d'Italia va avanti senza gli alleati: presenta un emendamento con Noi Moderati e Udc
Lega e Forza Italia restano contrari al ritorno delle preferenze, mentre Vannacci prova ad infilarsi nelle contraddizioni del centrodestra e chiede alla premier il voto palese in aula. Divise anche le opposizioni che al momento del voto abbandoneranno l'aula per lasciare il cerino in mano alle forze di governo palesemente divise
È stato presentato alle 13 di oggi l'emendamento sulla nuova legge elettorale che introduce le preferenze. Abbiamo già avuto modo di scrivere come la questione delle preferenze abbia agitato non poco la maggioranza e l'emendamento presentato lo dimostra. La norma infatti porta la firma di Fratelli d'Italia e due cespugli ovvero Noi Moderati e Udc, senza quindi il sostegno degli altri due grandi partiti di maggioranza Lega e Forza Italia.
La proposta di modifica è il risultato della mediazione fra le esigenze dei partiti di avere un controllo sulla composizione dei gruppi parlamentari e l'apertura ai territori. Il testo mette insieme capolista bloccato e preferenze; in particolare prevede la possibilità di mettere fino a 3 preferenze, di cui una di genere, tra i 6 nomi già scritti sulla scheda che saranno alternati nel rispetto della parità di genere. Chi tra questi prende più preferenze, potrà essere eletto, ma solo a patto che in quel collegio il partito elegga più di un candidato. Se invece ne passa uno solo, toccherà al capolista, a prescindere dal numero delle preferenze ottenute dagli altri.
Questo meccanismo spiega affinità e divergenze dentro la maggioranza su questa riforma. I candidati che saranno scelti dal partito come capolista (e anche tutti) hanno l'elezione sicura, gli altri, costretti a competere con le preferenze, in molti casi sapranno già di non avere alcuna concreta possibilità di essere eletti. Forza Italia e Lega, in questo quadro, potrebbero persino fare fatica a trovare gente disposta a candidarsi perché la ricerca delle preferenze è dispendiosa non solo fisicamente ma anche economicamente. Chi sarebbe disposto a farlo in collegi dove si sa a monte che verrà eletto solo il capolista?
Nuova legge elettorale, la maggioranza ancora divisa sulle preferenze mentre il tempo stringeDall'altro lato i partiti minori, come Noi Moderati e Udc, che difficilmente nei collegi possono aspirare ad avere più di un eletto, hanno dato tranquillamente il loro placet. Sullo sfondo c'è sempre lo spauracchio Vannacci. Giorgia Meloni insiste tanto sulle preferenze anche per indebolire il Futuro Nazionale che è nato attorno alla figura del Generale ma, essendo un partito giovane, nelle sue fila non ha moltissimi campioni di preferenze. La raccolta del consenso potrebbe quindi ridimensionare i futuristi. Roberto Vannacci non se ne cura e ha provato subito ad infilarsi nelle contraddizioni del centrodestra presentando emendamenti e chiedendo alla premier di invitare tutti ad evitare il voto segreto.
Ovviamente la discussione è solo all'inizio. Mercoledì e giovedì, le votazioni sulla legge entreranno nel vivo alla Camera e vedremo se verrà chiesto il voto palese oppure no. Anche dentro Fratelli d'Italia, infatti, c'è contrarietà sul merito della proposta e su come il partito ha gestito l'intera faccenda. Non è scontato che tutti i deputati di FdI votino a favore, in caso di scrutinio segreto.
Nel campo largo, Avs è contraria mentre il M5s è a favore insieme a parte del Pd . Sembra che le opposizioni avessero intenzione di uscire dall'aula al momento del voto, ea quel punto le divergenze nel centrodestra saranno palesi. L'ultimo fattore da tenere in considerazione è il tempo. Meloni vorrebbe chiudere la partita il prima possibile, da qui la richiesta dei tempi contingentati ovvero una durata massima per la discussione di un provvedimento per evitare l'ostruzionismo parlamentare .
Dopo la Camera il provvedimento è atteso al Senato ma sui dati c'è ancora incertezza. Si tratta di capire se approderà subito o dopo la pausa estiva. Il tempo stringe perché per prassi non si potrebbe cambiare la legge elettorale a meno di un anno dalla scadenza della legislatura. L'anno di questa in corso scade a settembre.