✕
Sezioni
Edizioni locali
01/10/2026 ore 19.09
Politica

L’ipotesi Mangialavori con Vannacci e la smentita nelle chat: «Sono troppo democristiano per il Generale»

Archiviate le suppletive, Futuro nazionale continua ancora ad agitare il centrodestra. Il CorSera scrive che a Roma tre deputati sono pronti al passaggio. Tra questi anche il deputato calabrese

di Massimo Clausi

Preso a sassate o meno nelle suppletive di Reggio Calabria, il Generale Roberto Vannacci resta comunque l’incubo del centrodestra. L’altro giorno il Corriere della Sera ha scritto alcuni retroscena che vorrebbero tre parlamentari di Forza Italia in procinto di divenire futuristi, permettendo così di creare il gruppo alla Camera. Le indiscrezioni sono volate sulla chat dei deputati forzisti e hanno visto come protagonista anche il deputato calabrese Giuseppe Mangialavori, presidente della commissione BIlancio. Il diretto interessato ha immediatamente smentito (così come i colleghi Fabrizio Sala e Andrea Caroppo) di eventuali rapimenti da parte del Generale definendosi «troppo democristiano» e «troppo garbato» per sedersi accanto ai futuristi.

Poi però è andato giù duro nella chat interna, con frasi non proprio democristiane: «Sono tutte cazzate – ha scritto secondo il Fatto Quotidiano il presidente della Commissione Bilancio – vi comunico che la fonte questa voce è Ziello (il responsabile organizzazione di Futuro Nazionale, ndr) che ha tutto l'interesse a far fibrillare il gruppo». E ancora un passaggio con critica inclusa: «Quindi tranquilli, anche se non va tutto bene e nasconderlo sarebbe ipocrita, resto nel partito che mi ha dato l'opportunità di ricoprire ruoli importanti, l’unico partito in cui io abbia mai militato, io. E la mia storia parla per me». Un messaggio rivolto ai colleghi quindi indice di un clima non proprio sereno nel partito a cui ha contribuito anche l'iniziativa di Roberto Occhiuto con il suo libro che è suonata come la carica per una spallata al partito “ingiallito”.

Occhiuto lancia la sua scalata a Forza Italia ma tutti negano l’assalto al partito. E i Berlusconi restano in silenzio

D’altronde anche in Calabria il venticello che tirava dopo il passaggio di Giannetta in Futuro Nazionale era che altri due consiglieri regionali di maggioranza erano pronti al salto. Anche qui allo scopo di formare il gruppo in consiglio che significa anche avere fondi a disposizione. Poi le suppletive di Reggio hanno congelato il consiglio regionale, che non si riunisce dall’8 agosto, e non se ne è parlato più. Vedremo cosa succederà. Per il momento Domenico Giannetta si è collocato nel Gruppo Misto e dice che voterà secondo coscienza, in base a quello che riterrà utile per i calabresi.

Intanto si gode le coccole del Generale Vannacci che con un lungo post ha provato a risolvere il dubbio sull’11% ottenuto a Reggio: quanto Vannacci e quanto Giannetta c’è in quella cifra?

Vannacci dice che le elezioni di Reggio Calabria hanno consentito a Futuro Nazionale di raggiungere sette obiettivi che elenca con logica militare: 1) la destra vince; 2) il centrosinistra perde; 3) Futuro Nazionale prende l’10,94% circa tre punti percentuali in più rispetto alle previsioni dei sondaggi; 4) Fn dimostra di essere indispensabile per la vittoria del centrodestra; 5) Fn valida il proprio simbolo. Approvato dalla Corte d’Appello nessuno potrà più contestarne l’impiego a scopi elettorali; 6) Fn supera senza difficoltà la prova delle firme per l’accesso alla competizione elettorale dimostrando anche la propria capacità amministrativa e organizzativa; 7) acquisisce un campione di voti, Domenico Giannetta che da agosto gioca con la maglia di Fn.

Proprio questo è il punto più interessante rispetto a chi sosteneva che il valore aggiunto di Giannetta si fosse rivelato inconsistente o quasi e che Vannacci aveva già messo da parte il medico. In realtà Vannacci nel suo post lo ringrazia lungamente «rappresentando un valore aggiunto indispensabile in una competizione che sapevamo essere irraggiungibile. Merito ai suoi tanti elettori e promotori e merito anche a tutti i futuristi che in Calabria si stanno espandendo sempre di più. Merito alla squadra vincente che F.N. e Mimmo Giannetta sono stati in grado di costruire e guidare».

D’altronde anche intervistato sul punto da Bruno Vespa, Vannacci aveva spiegato che è vero che Giannetta alle regionali aveva preso undicimila voti, ma in questo caso correva in un collegio non propriamente suo. Nel collegio 5 c’erano 25 comuni in cui alle ultime regionali aveva preso 5000 voti. Quindi gli 8226 voti sono da dividere equamente fra» Giannetta e il partito. Un risultato eccezionale raggiunto «Senza aver mai - dice Vannacci - rinculato di un millimetro" sui temi che sono al centro del programma del partito, dalla remigrazione allo stop di armi all'Ucraina.

Al di là della parole, però, adesso bisogna vedere cosa farà Giannetta nel resto della legislatura regionale e se ci saranno davvero altri esponenti della maggioranza regionale pronti ad abbracciare Vannacci.