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26/05/2026 ore 09.55
Politica

Lo strano caso di Mandatoriccio, finisce 852 a 852: il sindaco può deciderlo anche l’età

Incredibile testa a testa nel centro cosentino, dove i due candidati Teresa Maria Villella e Cataldo Iozzi conquistano il 50% a testa. Ecco cosa prevede la legge in questi casi

di Giampaolo Cristofaro

Ci sono comuni dove la notte elettorale si chiude con brindisi, cori e caroselli. E poi c’è Mandatoriccio, in provincia di Cosenza, dove invece il risultato finale sembra uscito da una sceneggiatura scritta con eccesso di precisione matematica.

Tre sezioni su tre scrutinate, stesso numero di voti, stessa percentuale: 852 preferenze per Teresa Maria Villella, candidata della lista Nuova Alba, e 852 voti anche per Cataldo Iozzi, sostenuto da Uniti per Mandatoriccio. Totale: 50 per cento a testa. Una fotografia elettorale praticamente perfetta.

Uno scenario raro, quasi surreale, che nel giro di pochi minuti ha trasformato il piccolo centro ionico in un caso politico curioso e decisamente fuori dall’ordinario. Perché mentre altrove si festeggia o si mastica amaro, a Mandatoriccio si resta sospesi. Letteralmente.

Il dato definitivo dello scrutinio, infatti, non basta ancora per proclamare il sindaco. Adesso entreranno in gioco le verifiche ufficiali dell’ufficio elettorale: controllo dei verbali, eventuali schede contestate, riconteggi e controlli formali. E in situazioni del genere basta davvero pochissimo per spostare il risultato: una preferenza assegnata male, una scheda dubbia, un segno interpretato diversamente.

La normativa per i comuni sotto i 15mila abitanti prevede procedure precise. Se dopo tutte le verifiche la parità dovesse restare immutata, si andrebbe verso il ballottaggio. E nell’estremo caso di un nuovo pareggio anche al secondo turno, la legge prevede l’elezione del candidato più anziano d’età. Un’eventualità che fino a poche ore fa sembrava fantapolitica e che invece oggi a Mandatoriccio potrebbe diventare realtà.