Lotito perde Roma ma conquista Reggio: dietro l’affare amaranto spunta l’ombra della politica e di un seggio in Calabria
Il senatore forzista viene contestato dai tifosi laziali che promettono ritorsioni nelle urne. Un primo assaggio c’è stato con il referendum. Il tema lo solleva il governatore del Lazio, il meloniano Rocca, ma anche tanti forzisti della Capitale. Il patron si rifugia sullo Stretto in cerca di un seggio blindato?
In riva allo Stretto promette faville, a Roma è un problema che sta trasbordando l’aspetto sportivo per toccare quello politico. Stiamo parlando dell’istrionico Claudio Lotito patron della Lazio duramente contestato dai tifosi e da qualche mese patron anche della Reggina calcio. Un acquisto che ha solleticato certamente la fantasia dei tifosi amaranto che arrivano dopo i gloriosi nove anni in serie A con Lillo Foti, da una passione che sembrava senza fine. Così tutti hanno accolto a braccia aperte Lotito tralasciando la domanda del perché abbia deciso di comperare proprio la Reggina mentre arranca e non poco la campagna acquisti della Lazio. Circostanza che i tifosi biancocelesti conoscono bene perché lo scorso anno la società fece una campagna acquisti a saldo zero ovvero si è speso solo quello che si era incassato dalla cessioni. Per il nuovo mister, il calabrese Rino Gattuso, servirà un’impresa per evitare un campionato anonimo.
C’è poi anche un’altra ombra, visto che le regole federali vietano la proprietà di più di una squadra professionistica. Se Lotito porterà quindi la Reggina in serie C, obiettivo minimo, dovrà lasciare la proprietà? A chi? Si vedrà.
Il diretto interessato in conferenza stampa ha detto di aver fatto un colpo di testa, di aver pagato la Reggina più del suo valore (fra i 2 e i 5 milioni di euro considerando l’acquisizione del titolo e gli investimenti per costruire squadra e staff tecnico) e di averlo fatto grazie a Francesco Cannizzaro. E’ stato il sindaco di Reggio Calabria, suo collega parlamentare con Forza Italia, a convincerlo, stalkerizzarlo ha detto Lotito. Poi ha ricordato il suo papà, di origini calabresi. I più maliziosi invece, tirano in ballo gli interessi del senatore forzista nella sanità calabrese negli appalti per le pulizie (come all’Unical) e, soprattutto, l’idea che il vero interesse di Lotito sia soprattutto il seggio alla Camera lasciato “libero” da Cannizzaro. E qui torniamo al punto politico.
Lotito è stato eletto senatore con Forza Italia nel collegio uninominale 1 del Molise, a Campobasso con 55.656 voti. Forse non è un caso se si sia candidato in Molise. Certamente un collegio come quello di Reggio Calabria dove Cannizzaro ha consensi indiscutibili, fa gola eccome.
Ovviamente bisogna vedere come cambierà la legge elettorale. Ma anche in caso di listone con preferenze, giocarsi la carta di capolista significa scranno assicurato. Cannizzaro ha tenuto per sé il ruolo di coordinatore regionale e la sua la dirà eccome nella composizione delle liste. Essere capolista in Calabria allora appare più facile che altrove, soprattutto nel Lazio.
È stato Il Foglio a lanciare l'allarme, intervistando il Governatore del Lazio Francesco Rocca (FdI) che ha parlato di un problema politico oltre che sportivo. Rocca ha partecipato in prima persona al corteo dei tifosi laziali che contestavano la proprietà delle Aquile. Mentre il calcio mercato è nebuloso, così come il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio, Rocca assicura che un problema politico esiste per la promessa dei tifosi di ritorsioni nelle urne. Quella laziale è una tifoseria da sempre a destra e da sempre molto politicizzata. Si è avuto un assaggio in occasione del Referendum sulla giustizia quando i sostenitori della Lazio hanno invitato a votare no per protestare contro il senatore di Forza Italia: “Ringraziate Lotito”. Reggio Calabria invece è stata l’unica città in Calabria in cui ha vinto il sì, così per dire.
La replica di Claudio Lotito è arrivata attraverso le colonne del Corriere della Sera. Inizialmente il presidente biancoceleste ha preferito prendere le distanze dalla questione, dichiarando: «Non so nulla. Con tutto il rispetto per le opinioni del governatore Rocca, i fatti testimoniano il contrario».
Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’argomento sarebbe comunque affrontato con una certa frequenza anche all’interno del partito di maggioranza del quale fa parte Claudio Lotito. Fonti rimaste anonime avrebbero confermato l’esistenza di valutazioni legate al possibile impatto indiretto della protesta dei tifosi della Lazio. Qualche giorno fa il problema se l’è posto anche il giornale romano il Tempo, con un editoriale del direttore Daniele Capezzone dal titolo significativo: “Perdere le elezioni per la linea Lotito non sarebbe un affare”.
Insomma i paradossi del calcio: c’è una piazza che ti esalta come un eroe e un’altra che non vede l’ora che tu vada via. Il problema è quando al posto di una piazza c’è un intero partito e il problema da sportivo diventa politico. Così oggi una domanda inizia a serpeggiare in Calabria: ma l’arrivo di Lotito è davvero un buon affare?