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26/07/2026 ore 11.07
Politica

Lucano torna sindaco di Riace ma pensa a nuove elezioni: «Possiamo anche tornare al voto, questa legislatura è compromessa»

Dopo la sentenza della Corte d'Appello di Reggio Calabria, l’europarlamentare riassume temporaneamente la guida del Comunein attesa della Cassazione sulla decadenza. «Governare con questa incertezza pesa sulla comunità»

di Redazione Politica

Mimmo Lucano torna, almeno temporaneamente, a guidare il Comune di Riace. La decisione della Corte d'Appello di Reggio Calabria gli consente di riprendere l'incarico di sindaco in attesa che la Corte di Cassazione si pronunci sulla sua eventuale decadenza, dopo la condanna definitiva a 18 mesi per falso ideologico.

L'eurodeputato di Alleanza Verdi e Sinistra dice di affrontare questa fase con serenità, pur riconoscendo le difficoltà che l'incertezza giudiziaria comporta.

«Sono sereno, anche se sono arrivato a un punto in cui ogni decisione non mi sorprende più», dice al Corriere della Sera.

«La spada di Damocle pesa sulla comunità»

Lucano spiega che il vero problema non riguarda tanto la sua posizione personale quanto gli effetti sulla vita amministrativa del paese.

«Governare in questo modo, con una spada di Damocle, compromette un po' tutto: le scelte, le aspettative. E non parlo per me, ma per la comunità».

Sul lungo iter giudiziario evita toni polemici.

«Non ho mai avuto rancori, non ho mai parlato male dei giudici. Ho sempre accettato tutto con serenità», sottolinea, ricordando come la sua esperienza amministrativa sia nata «per caso» dopo uno sbarco di migranti avvenuto nel 1998 e grazie all'impegno dell'allora vescovo di Locri-Gerace, monsignor Giancarlo Bragantini, che mise a disposizione un convento per l'accoglienza.

«La mia è stata anzitutto una storia di valori umani e cristiani», aggiunge, ricordando anche che «alcuni giuristi definirono scandalosa» la condanna in primo grado a 13 anni e 2 mesi, poi profondamente ridimensionata nei successivi gradi di giudizio.

«Possiamo anche tornare al voto»

Guardando al futuro dell'amministrazione comunale, Lucano annuncia l'intenzione di convocare un'assemblea pubblica con i cittadini.

«Questa legislatura ormai è un po' compromessa per via di qualche divisione nella maggioranza. Possiamo anche andare a votare e ripartire», afferma.

Migranti e diritti al centro dell'impegno

Il tema che continua a stare più a cuore all'ex sindaco resta quello dell'accoglienza.

«Lo scontro è diventato molto radicale. La vita è un sì o un no a Dio, e dire no a chi fugge da guerre e atrocità significa dire un no a Dio», sostiene.

Lucano interviene anche sul caso che ha coinvolto l'europarlamentare Ilaria Salis, condannata a risarcire con 300 mila euro due ex collaboratori licenziati.

«Ritengo che i lavoratori non possano essere mandati via in questo modo. Ma, per come ho conosciuto Ilaria, sono certo che stia spendendo la vita per difendere i diritti. Ne ho stima, anche se bisogna capire meglio cosa sia successo», conclude.