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03/04/2025 ore 12.35
Politica

M5s e Pd verso il divorzio a Rende: tra i Cinquestelle cresce il malumore dopo i Sì ai candidati dem a Lamezia e Paola

I democrat vogliono candidare Giovanni Bilotti che piace anche al gruppo dell’ex sindaco Manna, mentre il meet-up stasera proporrà ufficialmente una short-list di tre nomi forte della sinergia con Rifondazione Comunista e Avs. Il quadro rischia di terremotare l’alleanza anche alle Regionali

di Antonio Clausi

La rottura dell’alleanza di centrosinistra a Rende è dietro l’angolo. Stasera è in programma un ultimo tavolo attorno al quale si accomoderanno il Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Avs, Rifondazione Comunista e AttivaRende. La base di partenza è stata il no alla candidatura di Sandro Principe, il quale ha raccolto una decina di giorni fa centinaia di fedelissimi in una sala d’albergo. Il percorso comune, però, rischia di arenarsi all’ultima curva. Su Giovanni Bilotti, su cui i democrat hanno deciso di puntare con convinzione, non c’è convergenza. Anzi, gli interlocutori hanno scartato l’idea di sostenerlo.

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Ieri, nel corso di una riunione del gruppo territoriale, il M5S ha stilato una short-list di tre profili alternativi: l’avvocato Rossella Gallo, il medico Rodolfo Gualtieri e l’attivista di lungo corso Domenico Miceli, già candidato alla carica di primo cittadino nel 2014. Proporrà l’elenco agli alleati, consapevole che Rifondazione Comunista e Avs si diranno possibilisti, mentre la Federazione del Pd non darà il proprio benestare. Il percorso tracciato da questi ultimi è stato blindato in un summit tenuto ieri sera alla presenza dei big del partito provinciale e dei consiglieri regionali. All’orizzonte ci sarebbe già un’intesa col gruppo dell’ex sindaco Marcello Manna che su Bilotti confluirebbe di corsa.

Fonti interne al Movimento 5 Stelle fanno tuttavia trasparire indisposizione. Ritengono che l’atteggiamento del Pd non sia in linea con quanto fatto dai pentastellati a Lamezia Terme con Doris Lo Moro e a Paola con Graziano Di Natale. A loro avviso, dire di sì a candidati chiaramente riconducibili al Partito Democratico ha salvaguardato l’alleanza tanto cara ai vertici nazionali. Di pari, si aspettano che la “cortesia”, se così può definirsi, venga ricambiata su Rende. Il tutto anche alla luce delle mosse PSI, smarcatosi praticamente ovunque nonostante un comunicato congiunto che rinsaldava i rapporti.

A Rende, pertanto, il Fronte progressista composto da M5S, Rifondazione Comunista e Avs è pronto a procedere per conto proprio davanti alla volontà del Pd di non accantonare in primis discorsi comuni con Manna e poi l’identikit di Bilotti. Durante la convention di sabato scorso alla quale ha partecipato Giuseppe Conte, il messaggio lanciato in ottica Regionali è stato più che chiaro. «Abbiamo la forza di presentare un nostro candidato alternativo a Roberto Occhiuto» ha detto l’ex premier. E la base, quella più integralista, forse, non chiede altro.

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