Medici cubani, De Cicco: «Solo 1200 euro su 4000 finiscono realmente ai professionisti, la Regione chiarisca»
Il consigliere regionale sollecita la Giunta a verificare condizioni economiche, rapporti contrattuali e destinazione delle somme sostenute. Presentata un’interrogazione
Fare chiarezza sulla reale situazione contrattuale ed economica dei medici cubani in servizio nelle Aziende sanitarie provinciali della Calabria e verificare l'eventuale presenza di forme di intermediazione che possano incidere sulla retribuzione dei professionisti. È l'obiettivo dell'interrogazione a risposta scritta presentata al presidente della Giunta regionale dal consigliere Francesco De Cicco, esponente del gruppo Democratici Progressisti Meridionalisti.
Al centro dell'iniziativa politica c'è l'Accordo Quadro sottoscritto il 17 agosto 2022 tra l'allora commissario ad acta per il rientro dal disavanzo sanitario e la società commerciale statale cubana Commercializadora de Servicios Médicos Cubanos S.A. (CSMC S.A.). L'intesa era stata raggiunta per far fronte alla grave e urgente carenza di personale medico nelle strutture sanitarie calabresi, con particolare riferimento ai servizi di emergenza-urgenza. Una situazione determinata anche da anni di blocco del turnover e richiamata, nella nota, attraverso la sentenza numero 168/2021 della Corte Costituzionale.
A sollevare interrogativi è soprattutto l'aspetto economico. Secondo quanto riportato nell'interrogazione, le Asp calabresi sosterrebbero un impegno superiore ai 4mila euro mensili per ciascun medico, mentre, sulla base di recenti notizie di stampa richiamate nel documento, ai professionisti cubani verrebbero effettivamente corrisposti soltanto 1.200 euro al mese. La restante parte del compenso, sempre secondo quanto riportato nell'atto, verrebbe trattenuta da soggetti terzi.
Una circostanza sulla quale De Cicco chiede alla Regione di fare piena luce. «Un simile schema rischia di configurare una forma di intermediazione dell'attività lavorativa destinata ad incidere negativamente sulla dignità del professionista, derogando ai principi costituzionali in materia di equità contrattuale e giusta retribuzione».
Il consigliere regionale evidenzia inoltre un altro elemento relativo all'accordo originario: «Già nel testo originale dell'Accordo Quadro del 2022, peraltro, non venivano definiti con chiarezza i costi analitici dei servizi e le somme da destinare direttamente alla società ed ai lavoratori».
Da qui una serie di quesiti indirizzati all'esecutivo regionale. De Cicco chiede innanzitutto di sapere se la Regione fosse già a conoscenza, o lo sia attualmente, delle reali condizioni economiche dei sanitari cubani che operano nelle strutture calabresi.
L'interrogazione punta inoltre a conoscere le intenzioni della Giunta rispetto al futuro dell'intesa con la CSMC S.A. In particolare, viene chiesto se l'esecutivo intenda procedere con il rinnovo o la proroga dell'accordo convenzionale qualora le indiscrezioni sulle retribuzioni dovessero trovare conferma.
Infine, De Cicco sollecita la Regione a indicare «quali azioni e atti urgenti intenda adottare per eliminare eventuali distorsioni contrattuali e assicurare la piena tutela economica e professionale dei medici cubani impegnati nel sistema sanitario calabrese».