Meloni nel Golfo tra annunci e reel: intese invisibili mentre in Italia scatta l’allarme carburante e la Calabria soffre
Diesel alle stelle nella regione e possibili tagli ai voli estivi: a Reggio solo 3mila litri di jet fuel per ciascun aereo in transito. I cittadini fanno i conti con i rincari mentre dal viaggio della premier in Medio Oriente non emergono ancora accordi concreti
C'è grande attesa per giovedì quando la premier Giorgia Meloni si riferirà alle Camere sugli esiti del suo viaggio nei Paesi del Golfo. Tre giorni tra Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Del viaggio, per il momento, abbiamo come riscontro un reel in cui la stessa Meloni si vanta di essere il primo leader europeo in visita istituzionale nei Paesi del Golfo e aggiunge che la politica estera è il modo più concreto per difendere il futuro della Nazione. Bisogna considerare che dal Quatar l'Italia importa il 10% del nostro fabbisogno di gas e dai Paesi del Golfo il 15% di petrolio. Per questo è strategico mantenere i rapporti e magari consolidare qualche intesa.
Aeroporti senza carburante per gli aerei, anche Reggio Calabria a secco: introdotta una quota massima di rifornimentoPer questo la Meloni ha deciso di andare in prima persona visto che il suo ministro degli Esteri, Antonio Tajani, più che alla prese con la difesa del potere d'acquisto delle famiglie italiane è impegnato in una battaglia ancora più dura ovvero quella di difendere il consuocero Barelli dal ruolo di capogruppo alla Camera di Forza Italia.
La visita della Meloni quindi si è conclusa con reel, le foto di rito, grandi comunicati alla stampa. Ma gli effetti concreti? In Italia per il momento non si sono visti, anzi.
Appena la Meloni è rientrata in Patria il Governo ha pensato bene di razionalizzare il carburante negli aeroporti. Sabato l'avviso era scattato negli scali di Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso. Domenica era toccato a Brindisi per annunciare la fine del rifornimento. Ieri le restrizioni sono scattate anche all'aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria: la disponibilità di “benzina” per ciascun aereo in transito è di soli 3mila litri. Un contingentamento delle riserve che si dice resterà in vigore per 24 ore, ma il rischio è che duri molto di più. Non a caso diverse compagnie aeree stanno prendendo le loro contromisure.
Meloni vola nel Golfo mentre la guerra allarga la crisi su HormuzPer quanto riguarda la Calabria, ad esempio, Ryanair sta valutando la cancellazione del 10% dei voli tra giugno e agosto e un aumento del 4% sulle tariffe. Insomma se non siamo ad un'economia di guerra con le risorse contingentate poco ci manca.
Ma il carburante non manca solo per gli aerei. Per le auto c'è ancora ma costa sempre più caro e non si capisce gli effetti prodotti dal famoso taglio di 25 centesimi dove siano finito. Fra l'altro secondo un'indagine del Codacons la Calabria, è in testa alla classifica delle regioni con il prezzo più alto del diesel pari ad una media di 2.172 euro al litro , seguita da Bolzano con 2.163 euro/litro e Lombardia con 2.160 euro/litro.
Ma allora che effetti ha prodotto il viaggio della premier nel Golfo? Al momento non si vedono quindi sarà interessante ascoltare la relazione alle Camere di giovedì. Per ora non sono circolati documenti relativi ad eventuali intese con quei Paesi e, come detto, gli effetti non si stanno vedendo. Anzi. Le ultime notizie parlano addirittura della possibilità sin da maggio di attivare la didattica a distanza , come ai tempi del Covid, proprio per limitare lo spostamento in automobile dei genitori.
Più in generale è proprio sulla Politica estera che questo Governo sembra segnare il passo. Non solo per l'incertezza nella collocazione internazionale ( Matteo Salvini, ad esempio, è tornato a incalzare sulla necessità di acquistare petrolio e gas da Putin ). Più in generale se guardiamo ad esempio alla questione migrazione che era uno dei punti forti del centrodestra, il Piano Mattei nessuno sa ancora cosa sia nonostante i tanti proclami di questi anni. Nei rapporti con il Nord Africa come agirà l'Italia? Infine c'è la questione dell'Albania, porto sicuro dove rinchiudere i migranti irregolari. Un piano costato tantissimo che ha prodotto poco o nulla e che è stato sistematicamente smontato dai tribunali.
Ascolteremo giovedì allora cosa ne è venuto fuori da questo ennesimo viaggio della premier se avrà in mano qualcosa di firmato, di garantito, di vincolante fra noi ei partner del Golfo oppure è stata solo una passerella a beneficio di reel.