Meloni sfida la Spagna sui migranti ma il caso Ceuta spacca la maggioranza: Tajani sempre più in bilico
La sospensione dell’accordo di Schengen mette in imbarazzo le istituzioni europee e segna il punto più basso nei rapporti fra Roma e Madrid proprio nel pieno della stagione turistica. Il ministro degli Esteri come al solito preso in mezzo fra i desiderata della premier e quelli della famiglia Berlusconi sui diritti civili
Cerrado, chiuso. La vicenda di Ceuta, aperta e chiusa materialmente in 24 ore, doveva essere l’occasione per una riflessione profonda sulla difesa dei confini europei, anche da attacchi non convenzionali (quale quello dei migranti utilizzati come armi) e su come muoversi se uno degli Stati membri si trova in difficoltà nel farlo. Invece il Governo Meloni ha pensato bene di reagire arroccandosi nei suoi, di confini nazionali, con la scusa di una crisi che obiettivamente non c’è. Non solo perché gran parte dei disperati è rientrata in Marocco, ma anche perché arrivare da Ceuta alla Spagna è un po’ più complicato che superare una staccionata.
Italia-Spagna, scattano i controlli alla frontiera: cosa cambia per chi viaggia e fino a quando durerannoLa crisi che non c’è però, ha creato due crisi vere: una internazionale e una interna al centrodestra.
Quella internazionale perchè la Spagna ha giudicato assolutamente sproporzionata la decisione dell’Italia di sospendere l’accordo di Schengen (quello sulla libera circolazione degli europei negli Stati membri). Una cosa simile era accaduta in Italia solo in altre tre occasioni: gli attentati terroristici del 2025 in Francia, la pandemia Covid e la sospensione attuata tra le ore 22 del 27 ottobre 2021 e le 13 dell’1 novembre 2021 in occasione del Vertice G20 di Roma. Insomma casi davvero eccezionali visto che la libera circolazione di uomini e merci è alla base dell’Unione Europea.
La Spagna ha reagito duramente all’iniziativa italiana di sospendere l’accordo ed ha inviato al Governo una specie di ultimatum ovvero di revocare la sospensione dell’accordo entro domenica 9 agosto. Circa quarantotto ore per evitare un incidente diplomatico. Ultimatum respinto dalla Meloni, così il governo spagnolo risponderà con "misure proporzionate". Questo perché l'esecutivo guidato da Pedro Sanchez considera la misure «ingiusta, contraria agli interessi dell'UE e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola».
Crisi a Ceuta, Madrid risponde a Roma: controlli alle frontiere sui passeggeri dall’Italia fino al 7 settembreLa crisi insomma è pienamente scoppiata, fra l’altro nel pieno della stagione turistica, con conseguenze ancora tutte da valutare per gli italiani che si trovano in Spagna e soprattutto per gli spagnoli in vacanza in Italia. Una situazione che mette e non poco in imbarazzo le istituzioni europee e la Von Der Leyen
La verità è che il Governo Meloni, unico a muoversi in maniera così decisa, sembra aver agito sulla spinta del populismo politico Un modo per evitare di essere superati a destra dal Generale Vannacci, un modo però poco razionale.
E qui arriviamo alla seconda crisi vera che ha creato la decisione della premier ovvero quella interna alla coalizione. E’ soprattutto Forza Italia a trovarsi in imbarazzo su questa decisione. Ancora una volta è soprattutto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ad essere tirato in mezzo da un lato dai desiderata della Meloni, dall’altro da quelli della famiglia Berlusconi. Mentre la premier mostra il volto feroce contro i migranti, Tajani deve fare i conti con le grandi società crocieristiche e i tour operator che lamentano danni economici da questa situazione e soprattutto dalla linea tracciata da Marina per un partito moderno, che guarda con attenzione non solo il mondo dell’impresa ma anche quello dei diritti civili.
Una linea,a d esempio, che il presidente della giunta regionale della Calabria, Roberto Occhiuto, ha sposato immaginando la creazione nell’Africa del Nord di scuole di formazione e centri per l’impiego per soddisfare la richiesta di manodopera delle imprese calabresi e non solo. Insomma un approccio diverso e meno populista al fenomeno migratorio.
Tajani incassa da una parte e dall’altra. I suoi toni sono meno barricaderi rispetto a qualche giorno fa, prova a mediare, ma la premier non vuole sentire ragioni, non accetta minimamente di non tenere il punto con il socialista spagnolo, icona del centrosinistra italiano. Anche Salvini è su questa linea e Forza Italia rischia di essere sempre più isolata nella coalizione.