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16/09/2026 ore 17.02
Politica

Mendicino (GD Calabria): «Le parole di Virginia Libero sono anche le mie. Il “no” alla guerra è il nostro manifesto di pace»

Il segretario dei Giovani Democratici calabresi rilancia il tema: «A chi pensa di poterci fare convivere con una normalizzazione e con una dilatazione del conflitto all’infinito, rispondiamo che troverà in noi un muro invalicabile»

di Antonio Clausi
Francesco Mendicino con Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici

L’eco delle parole di Virginia Libero, la segretaria dei Giovani Democratici, ha fornito ulteriori elementi di discussione interna al Partito Democratico. L’abbraccio con cui Elly Schlein l’ha salutata dopo il suo intervento alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, però, vale più di ogni altro posizionamento. È un manifesto. Quel «noi siamo pronti a disertare le vostre guerre» è l’eco di centinaia di piazze che poco meno di un anno fa hanno urlato al mondo intero di non voler essere complici di un genocidio, di considerare Putin un dittatore e di volere una risoluzione diplomatica al conflitto in Ucraina. Non solo, perché parlando di politica spicciola, è il segnale che alle spalle della segretaria nazionale cresce una generazione che ne condivide parole, pensieri e progetti al netto dei cacicchi locali.

Virginia Libero nei mesi scorsi ha conosciuto la Calabria da vicino, ospite del segretario regionale dei GD Francesco Mendicino. Pro-pal convinto come lei, 23 anni, fresco laureato in Scienze filosofiche all’Unical, ha vinto un congresso unitario dove tutte le anime del partito non hanno avuto niente da ridire sulla sua elezione. La prima dichiarazione la fece al nostro network. «Il partito guardi a sinistra» disse lanciando un macigno nello stagno dei democrat calabresi. Sostiene la campagna «Benvenuti nel Paese reale» organizzata dai Giovani democratici e sottoscrive in toto i concetti espressi da Libero sul palco di Reggio Emilia.

Mendicino, si ritrova in quel discorso?
«Totalmente. Alcune sue frasi sono state fraintese perché non ha fatto alcun attacco alla Costituzione, che ripudia la guerra esattamente come la nostra generazione. La vera diserzione è quella di Giorgia Meloni che ha abbandonato i giovani costringendoli ad emigrare. In cinque anni il Governo non è riuscito a garantire lavoro, sanità e un sistema di trasporti adeguato».

Slogan a parte, dove volete arrivare?
«Dalle piazze chiediamo un cessate il fuoco globale. A chi pensa di poterci fare convivere con una normalizzazione e con una dilatazione della guerra all’infinito, rispondiamo che troverà in noi giovani un muro invalicabile. Noi costruiremo la pace partendo dai territori e lo urleremo sempre quando ce ne sarà bisogno».

Qualcuno si è sentito punto nel Pd e non condivide affatto questa impostazione.
«C’è chi come Gori, faccio un nome su tutti, non si rivede più nei valori del Pd a guida Elly Schlein. Il problema, pertanto, non sono le parole di Virginia Libero, ma è più datato ed ha radici più profonde. Dovrebbero fare un’analisi delle proprie posizioni e magari rivedere il loro posizionamento politico».

Virginia Libero solo qualche settimana fa è stata sua ospite in Calabria. Quali temi avete affrontato?
«Abbiamo discusso di una generazione che ha voglia di essere protagonista e che non vuole lasciarsi trasportare. Noi non siamo fannulloni come ci accusano da destra, tantomeno parliamo con la pancia. Abbiamo affrontato argomenti cruciali per il futuro, come le aree interne, l’innovazione digitale funzionale allo sviluppo del lavoro per i giovani e il diritto allo studio. Roba che non compare nelle agende della destra».

Pare di capire che i Giovani Democratici siano stati conquistati da Elly Schlein. Che ne pensa del tema delle primarie?
«Per me il Partito Democratico è la guida della coalizione. Non lo dico io, ma lo dicono i voti e le percentuali. Se la segretaria ritiene di doversi cimentare col giudizio degli elettori di centrosinistra, vuol dire che consoliderà la sua leadership così come è già emerso in modo chiaro dall’ultimo sondaggio che la vede in vantaggio su Conte».