Minacce di morte ai figli, annuncio shock della sindaca di Gioia Tauro: «Sciopero della fame e mi incateno al Comune»
Simona Scarcella annuncia la protesta a oltranza dopo le gravi intimidazioni ricevute. La denuncia del primo cittadino contro l'isolamento istituzionale: «Lo Stato ha abbandonato la nostra città. Voglio essere in arresto forzato anche io fino a quando non avrò una risposta»
«Aspetterò fino a lunedì 14, poi inizierò lo sciopero della fame e mi incatenerò dentro al Comune, ad oltranza, h24, perché non posso accettare che i miei figli restino prigionieri. Voglio essere in arresto forzato anche io fino a quando non avrò una risposta da parte dello Stato».
Il sindaco della città di Gioia Tauro, Simona Scarcella, ha annunciato ai nostri microfoni la drastica protesta. La decisione nasce dal clima di paura e isolamento che il primo cittadino sta manifestando dopo i gravi atti intimidatori subiti, culminati in pesanti minacce di morte rivolte non solo alla sua persona, ma direttamente ai suoi figli.
«Dopo la seconda intimidazione rivolta alla mia famiglia, una grave minaccia di morte verso i miei figli, sto aspettando ancora una risposta dalla prefettura di Reggio Calabria- dichiara Simona Scarcella -. Mi sono rivolta alla Commissione Nazionale Antimafia. La mia Giunta, e anche io, abbiamo scritto al Viminale, perché riteniamo che la città di Gioia Tauro abbia diritto ad una risposta». Il sindaco ha voluto precisare una cosa importante: «Qualcuno ha cercato di fare un po' di confusione e di far passare il mio come un attacco alla Commissione di Accesso. Questa vicenda non ha nulla a che fare con la Commissione di Accesso si tratta di un’intimidazione di tipo personale molto grave rispetto alla quale noi registriamo, e ci sono varie associazioni che hanno fatto le segnalazioni ufficiali, una diversità di trattamento clamorosa rispetto ad altri casi che sono successi in varie parti d'Italia, molto meno gravi, e dove la Prefettura si è attivata immediatamente. Gioia Tauro, non il sindaco, è abbandonata oggi dallo Stato. Noi siamo a ribadire con forza la necessità di un intervento».