«Muori, demente», assalto squadrista sui social ad Anna Laura Orrico: «Denuncio tutto, non mi faccio intimidire»
La deputata M5S bersagliata da insulti e parole d’odio affida la propria delusione a un post su Facebook: «Accade dopo le mie denunce e dopo aver impedito che i neofascisti entrassero alla Camera». La solidarietà delle parlamentari Cinquestelle
"Muori", "mignottone", "troia", "lurida", "cornuta", "demente", "merda". E ancora: "sappiamo come sei arrivata lì", "tu non capisci un c…", "vaffanculo". «Queste sono solo alcune delle parole d'odio - sessiste, volgari, violente - vomitatemi addosso sui social negli ultimi post. Squadroni di commentatori sincronizzati mi hanno aggredita nel tentativo di intimorirmi, sminuirmi, affievolire le mie opinioni». Così sui suoi canali social la deputata M5S Anna Laura Orrico. Orrico specifica che succede «guarda caso dopo che sono intervenuta per denunciare le derive repressive del governo e dopo aver impedito che movimenti neofascisti si facessero pubblicità nella casa della democrazia, il Parlamento. Non sono abituata a piangermi addosso e non mi lascio intimidire. Quindi vi do una notizia, anzi due: continuerò a far sentire forte la mia voce e denuncerò i responsabili alle autorità competenti. Combatto da una vita contro prepotenti e prevaricatori, contro la violenza di genere, non smetterò certo adesso».
Alla parlamentare arriva la solidarietà delle parlamentari M5S nella commissione bicamerale di inchiesta sul Femminicidio e la violenza di genere Stefania Ascari, Anna Bilotti, Alessandra Maiorino, Daniela Morfino. «Tutta la nostra solidarietà alla collega Anna Laura Orrico, travolta indegnamente da una valanga di offese sessiste e violente riversata online sui suoi profili. Insulti, minacce e volgarità che non sono libertà d'espressione, ma vera e propria violenza vigliacca e organizzata da chi tenta di zittire le donne colpendole sul piano personale. L'operato politico e istituzionale di Anna Laura, svolto con rigore e coerenza nella difesa della democrazia e dei diritti, merita rispetto, non certo questo fango che condanniamo duramente. La rete non può essere una zona franca per la violenza; quella online è una piaga culturale da estirpare senza "se"
e senza "ma" a partire dall'educazione, che sia sessuale, affettiva, digitale, al rispetto dell'altro e all'uso consapevole delle parole. Perché il cambiamento non nasce solo dalle sanzioni, ma da una cultura che non tollera l'odio e non lo normalizza. La prossima settimana, in aula alla Camera, discuteremo una mozione unitaria delle opposizioni, a prima firma Morfino, sulla violenza digitale: ci aspettiamo che venga approvata senza esitazione».