Nella crisi dei partiti a trionfare sono i leader. Voce: «A Crotone avrei vinto anche senza Forza Italia»
Scoppiettante ultima puntata della stagione per il talk show politico di LaC Tv ideato e condotto da Antonella Grippo. Durigon esalta il ruolo della Lega a Reggio Calabria, Aieta parla della vocazione alla sconfitta del Pd, Graziano fa chiarezza sul confuso Calenda
Che voto è stato questo delle amministrative? Qual è il segnale politico che ha mandato al paese? Questo è stato il tema dell’ultima puntata della stagione di Perfidia condotta dalla nostra Antonella Grippo. Una puntata (è possibile rivederla qui) in cui il voto è stato analizzato in ogni sua sfaccettatura grazie alla presenza di un ricchissimo parterre di ospiti.
Pietro Senaldi, vicedirettore di Libero, ha detto per esempio che grazie alle vittorie a Venezia e Reggio. il centrodestra ha dimostrato di essere vivo e stare meglio dell’opposizione. Il voto ha evidenziato i limiti del campo largo che il referendum aveva nascosto, quando si tratta di scegliere chi deve governare gli italiani badano al pratico. Più caustico Antonello Caporale, de Il Fatto Quotidiano, secondo cui a vincere nei Comuni è stata soprattutto la brama del potere, un fattore però che soprattutto al Sud non richiama i competenti.
Ma il nodo centrale della discussione è stata che la politica convince e vince laddove ci sono i leader. Cosa che nel centrosinistra sembra mancare. Lo ha detto con forza Giuseppe Aieta, sindaco di Cetraro, per il quale il Pd ha ormai una vocazione alla sconfitta proteso, com’è, a difendere posizioni e basta. «I territori non esistono più - dice Aieta - tant’è che i migliori del Pd sono scappati, si rifugiano in associazioni tipo i riformisti. L’elettorato vuole la leadership che qui non c’è. Nel centrodestra è evidente».
Crotone, Voce doppia Trocino e si allarga: 21 consiglieri per una maggioranza che controllerà il ConsiglioChi ha un problema di leadership, invece è Azione con Calenda che incredibilmente ha disconosciuto l’alleanza con Cannizzaro. Giuseppe Graziano, in studio, ha invece rimarcato come la scelta non sia stata fatta dai territori ma abbia ricevuto la benedizione dei massimi dirigenti del partito, Ettore Rosato in testa. Per il generale sul tema, la vera leadership del centrosinistra è quella di Giuseppe Conte a cui gli italiani riconoscono un carisma e soprattutto una postura in grado di attirare l’elettorato moderato.
In studio c’era anche Riccardo Tucci, deputato del M5s, che ha detto che il voto delle comunali non può essere politicizzato e che il MoVimento si sta aprendo eccome ai territori con Nova che ha raccolto ben 16mila persone, di cui molti non iscritti, per discutere del programma elettorale. Un punto dirimente, secondo il deputato, per stabilire i confini della prossima alleanza. Anche rispetto alla questione Matteo Renzi, Tucci ha ricordato che il leader di ItaliaViva è vero che ha affossato il Conte II, ma è anche vero che ha contribuito a farlo nascere. Qui però non si tratta di alchimie parlamentari, la prossima coalizione di centrosinistra dovrà trovare una sintesi sulla base di un programma condiviso come aveva già detto lo stesso Giuseppe Conte nella precedente puntata di Perfidia.
Azione scomposta: Calenda sui social prende le distanze da Cannizzaro, ma si trova isolato nel suo stesso partitoSul perimetro della nuova alleanza di centrosinistra è intervenuto anche Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, che ha rivendicato la nuova vitalità impressa. Per lui la formula è chiara: si vince quando hai candidati credibili, non imposti dall’alto. Ha poi aggiunto che una coalizione Pd, 5 stelle, Avs non va molto lontano, serve la gamba riformista. Il pericolo è fino a che punto ci si può fidare di Renzi. Su questo lo scrittore Fulvio Abbate è stato chiarissimo. Renzi, ha detto, è una ditta individuale ma è l’unico a risultare convincente con la sua comunicazione pop. Claudio Durigon, Sottosegretario e plenipotenziario della Lega, ha rimarcato molto il contributo del Carroccio alla vittoria di Cannizzaro e sminuito il ruolo di Peppe Scopelliti. Non a caso ha parlato del risultato di Reggio futura, la lista e non dell’ex sindaco di Reggio. Qualche perfidia l’ha lanciata anche verso Vannacci che oggi fa il suo, incarnando il ruolo dell’antisistema che troppe volte nella politica italiana si è rivelata come una bolla di sapone.
Per Giorgio Cremaschi, di Potere al Popolo, il dibattito politico in Italia è oggi una messinscena. Le vere differenze si colgono sulla politica estera e internazionale, sui rapporti con Israele, sui rapporti con la Palestina sulla scelta di inviare o meno armi all’Ucraina. Su questo grandi differenza fra le due coalizioni non se ne vedono. Considerazioni che hanno fatto incendiare il dibattito, con un vivace scambio di battute fra lui e Graziano sulla necessità di stare dalle parte degli Ucraini anche inviando armi e restare nella Nato. Uno scambio di battute interessante che ha portato il nostro responsabile del settore social, Francesco Rende, a sottolineare come la gente si incendi sui grandi temi. Per il resto a livello locale conta soprattutto la persona del candidato, soprattutto nelle città sopra i 15mila abitanti dove è previsto il voto disgiunto.
Musica per le orecchie di Vincenzo Voce che ha rivendicato la sua vittoria personale a Crotone. 18974 crotonesi hanno votato Voce sindaco, con tre liste civiche ho eletto 12 consiglieri su 21 e il 55% dei voti di coalizione. Tradotto avrei vinto anche senza Forza Italia. I partiti del centrodestra sono minoritari in consiglio. Questo per dire che i cittadini se ne fregano delle appartenenze e votano, come sottolineato anche da Giuseppe Aieta, chi promette di fare le cose e la fa. Il problema è che spesso una manciata di consiglieri finiscono per decidere il destino della consiliatura. Allora Graziano ha chiesto maliziosamente a Voce a cosa gli è servita l’alleanza col centrodestra se i numeri sono questi. Il sindaco ha parlato di una intensa con il governo regionale ponendo l’esempio del nuovo piano rifiuti. Crotone aveva chiesto di introdurre l’indice di pressione sui territori in base al quale nella città di Pitagora non si potranno più costruire discariche. “indovinate chi ha votato contro? - ha chiesto retoricamente Voce- Pd e 5 Stelle”
Ultima citazione merita l’intervento di Pierferdinando Casini che ha presentato il suo libro “Al centro dell’aula”, un excursus sui cambiamenti della politica dalla Prima Repubblica ad oggi. Per Casini c’è bisogno di restituire alla gente la possibilità di scegliere i propri parlamentari con le preferenze e i collegi uninominali. Serve poi ricostruire i partiti per la selezione classe dirigente. Per Casini oggi ci sono i leader, ma mancano i partiti. infine per evitare la disaffezione della gente alla politica è importante restituire centralità al parlamento, evitando che il processo legislativo sia solo in capo al Governo.