«No Lep, no party»: lo slogan di Occhiuto è sparito mentre l’autonomia differenziata va avanti
Prima il via libera della Calabria alle pre-intese, poi la fine del commissariamento della sanità e ora l’ok definitivo per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Il Pd calabrese attacca: «I diritti dei cittadini non possono diventare merce di scambio»
Ne è passato di tempo da quando Roberto Occhiuto ripeteva come un mantra “No Lep, no party”. L’adeguamento dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni) sono scomparsi dai radar del dibattito pubblico, mentre l’autonomia differenziata è andata avanti. Ogni volta con uno strano tempismo.
Prendiamo la decisione del Consiglio dei Ministri di dichiarare la fine del commissariamento della sanità in Calabria, arrivata dopo poche settimane che la Regione Calabria aveva dato il suo nulla osta in Conferenza Stato-Regioni alle pre intese. Era il 2 aprile, la dichiarazione di fine del commissariamento è arrivata venti giorni dopo.
Ora il Consiglio dei Ministri approva in via definitiva gli schemi di intesa per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Sul fronte sanitario, le Regioni potranno definire tariffe di rimborso diverse da quelle nazionali, gestire in autonomia le risorse per investimenti, istituire fondi sanitari integrativi e destinare risorse al personale. Insomma un effetto mica male, destinato a rendere ancora più efficiente la sanità di queste regioni che è già particolarmente attrattiva come dimostrano i dati calabresi sulla migrazione sanitaria. Sotto questo aspetto importa poco la considerazione che la maggiore autonomia non incide sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale né sui criteri di riparto delle risorse. Altre materie su cui queste regioni avranno maggiore autonomia sono la Protezione civile, la previdenza complementare e integrativa (anche qui gli effetti sulla famosa fuga di cervelli rischiano di essere notevoli) e sulle professioni.
Autonomia differenziata, Falcomatà: «Il Governo Meloni accelera. Il silenzio di Occhiuto è inquietante»Anche in questo caso c’è una curiosa coincidenza ovvero che il CdM ha dato il via libera a questi decreti subito dopo l’approvazione della legge elettorale.
«Il governo Meloni prepara un baratto politico sulla pelle del Mezzogiorno, forzando sull’autonomia differenziata in cambio degli accordi sulla legge elettorale. È uno scambio di potere che comprometterà l’unità del Paese, i diritti dei cittadini e il futuro delle regioni meridionali». Lo afferma in una nota del Pd Calabria il senatore Nicola Irto, segretario dei dem calabresi.
«Meloni – prosegue Irto – spieghi agli italiani quale prezzo politico intenda pagare alla Lega per tenere in piedi gli equilibri della maggioranza. Il sospetto è che l’accelerazione sull’autonomia serva a ottenere il via libera leghista alla riforma elettorale voluta da Fratelli d’Italia. Saremmo davanti a un mercimonio istituzionale gravissimo. La Costituzione, i servizi pubblici e i diritti fondamentali non possono diventare merce di scambio tra alleati di governo».
«Il Sud – continua la nota del Pd Calabria – ha bisogno di investimenti, di una sanità efficiente, di infrastrutture, di scuole e di opportunità di lavoro. Il governo insiste, invece, su una riforma che aggraverà le diseguaglianze territoriali. Procedere senza avere prima garantito le risorse adeguate e i livelli essenziali delle prestazioni vuol dire esporre milioni di cittadini a ulteriori disparità. Il Pd Calabria contrasterà in Parlamento e nel Paese ogni tentativo di dividere l’Italia per soddisfare gli interessi elettorali dei partiti di maggioranza. Meloni e Salvini accettino che la coesione nazionale non è negoziabile e – conclude la nota dei dem calabresi – che i diritti dei calabresi valgono quanto quelli di qualsiasi altro cittadino italiano».
Insomma come detto la campagna elettorale è appena iniziata.