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29/04/2026 ore 10.03
Politica

Occhiuto al convegno organizzato dal Pd per presentare il nuovo ospedale, sciolti i dubbi tecnici ma non quelli politici

Il presidente dice che i soldi ci sono ma si procederà alla realizzazione dell’opera per lotti e stralci. Ma perché ha deciso di partecipare ad un incontro organizzato da uno dei circoli cittadini del Partito democratico? Che valenza ha il dibattito con l’assenza delle altre istituzioni?

di Massimo Clausi

Se a Cosenza ci fosse un Pd normale, si poteva concludere che l’incontro di ieri sul nuovo ospedale erano prove di dialogo su possibili alleanze future. Nel Paese, infatti, ferma restando l’attuale legge elettorale, serpeggia più di un timore che le Politiche del prossimo anno si concluderanno con un sostanziale pareggio. Dall’altro lato c’è l'insofferenza di Marina Berlusconi nel rimanere in un’alleanza di centrodestra che occhieggia sempre più a destra e sempre meno al centro. Da qui il suo parlare di diritti civili, di conquista dell’area moderata.

Insomma, i rumors che arrivano da Roma parlano di due forze politiche, Forza Italia e Pd, che per il momento non duellano più, pronti ad una eventuale futura alleanza politica.

Il punto è che nella città di Cosenza, il Pd è tutto fuorché normale. Lo attesta la lettera aperta scritta dall’assessore di Cosenza nonché membro della direzione provinciale del Pd, Damiano Covelli, al segretario regionale, Nicola Irto e quello nazionale Elly Schlein. Nella missiva, Covelli parla di un Pd che in città è stato sotto il 10% alle ultime regionali, nonostante la netta vittoria del centrosinistra complessivamente. Ma soprattutto dice che «Insieme alla crisi organizzativa, si sono consolidati vecchi e nuovi trasversalismi e una preoccupante subalternità alla politica di spesa del centrodestra. Queste dinamiche ci hanno portato a perdere le elezioni provinciali per pochissimi voti ponderati». Questo per dire che il Pd cosentino è tutto tranne che compatto.

Occhiuto: «Ecco il nuovo ospedale di Cosenza. Possiamo andare veloci» | FOTO E VIDEO

Allora volendo usare la chiave di lettura di cui sopra è difficile pensare a prove di dialogo fra il Pd cosentino e Forza Italia, magari in prospettiva delle prossime amministrative. Al massimo si può pensare a prove di alleanze con un pezzo del Pd, rappresentato da un circolo cittadino che ha organizzato un convegno dal tema importante come la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza. 

A questo punto i dubbi aumentano. Perché il presidente Occhiuto, con la sua fitta agenda, ha deciso di partecipare all’incontro di un circolo cittadino dem per parlare del grande lavoro che sta facendo sull’edilizia sanitaria?

Certo il tema dell’incontro non è di poco conto. Si trattava di rispondere pubblicamente alle domande che Carlo Guccione pone, giustamente, da diverso tempo. In particolare tre: ci sono i fondi per realizzare il nuovo ospedale? A che punto è l’iter burocratico per l’istituzione dall’azienda ospedaliera universitaria? Che fine farà il vecchio plesso dell’Annunziata? Domande alle quali Occhiuto ha dato risposte rassicuranti, dicendo che non c’è un problema di fondi, che però la progettazione andrà avanti per lotti (tre) e per stralci. «Non c’è mai stato un problema di fondi in sanità - ha detto - il problema è che prima di me nessuno ha investito. Abbiamo chiesto all’Inail (che è l’ente finanziatore) una ripartizione dei fondi insieme alle altre regioni». Quindi si partirà con l’appalto integrato e si avvierà lo stralcio del primo lotto forse già a fine anno. Nessun chiarimento, invece, sull’iter per la realizzazione dell’azienda ospedaliera universitaria. 

Risolta la questione tecnica, e incassato il risultato per Guccione, resta quella politica. Di difficile inquadramento. Anche perché al tavolo mancava la rappresentanza istituzionale di Palazzo dei Bruzi che sembra curiosamente sempre tagliata fuori quando si parla del nuovo ospedale di Cosenza (che però sorgerà a Rende).

C’era invece il supermanager della sanità, Vitaliano De Salazar, direttore generale dell’Annunziata e commissario dell’Asp di Cosenza; c’era il rettore dell’Unical, Gianluigi Greco ed infine c’era Walter Bloise, segretario regionale Uil Fpl Calabria. Chissà perché la Uil e non altre sigle sindacali.

Non fosse stato per le notizie concrete, corredate da slides, fornite da Occhiuto, si poteva definire bizzarro l’incontro e il suo scopo. A domanda, molti dei partecipanti facevano spallucce «Sono venuto perché invitato». Si, ma a quale scopo?

La vera assente, invece, era la città. La sala era piena di iscritti al circolo Pd, professori universitari al seguito del Rettore, militanti del centrodestra, qualche convegnista di professione. La città vera, quella che con un brutto termine si definisce società civile, scivolava via veloce fuori dalle mura dell'istituto scolastico privato sede del convegno, presa da un quotidiano sempre più ansiogeno da affrontare. Eppure si parlava di un tema importante come il nuovo ospedale, il futuro della sanità cittadina. La colpa non può essere solo dello slittamento di oltre un’ora dall'inizio previsto dei lavori dovuto al ritardo del presidente Occhiuto.