Occhiuto (balneari a parte) fa il liberale e rilancia l’asse con Zaia: la strana coppia agita il centrodestra
Il governatore della Calabria guarda oltre Forza Italia e si tiene pronto alla nascita di un grande polo moderato-riformista. Intanto il giornalista Mediaset Porro esalta i successi del duo di presidenti calabro-veneto, entrambi protagonisti di un incontro a Milano. Solo un caso?
Molto si muove nel centrodestra. Ma in quel recinto sottolineano i diretti interessati. L'altro giorno Marina Berlusconi in una lunga intervista ha negato ogni contatto con emissari del Pd men che meno con la segretaria Elly Schlein. Un vecchio adagio del giornalismo recita però che una smentita spesso è una notizia data due volte e la sincerità delle dichiarazioni della figlia del Cavaliere si intravede laddove si dice rispettosa degli esponenti parlamentari del partito, come se non fosse lei l'azionista di maggioranza.
Per il momento, però, la Marina dice no ma intanto i suoi uomini più rappresentativi spingono forte sul tasto delle libertà. Roberto Occhiuto, ripreso dal Foglio per la legge regionale sui balneari che prova a rinviare le gare per gli spazi sulla battigia, si è fatto intervistare per dire che non ha rinunciato alla sua visione. Per lui essere liberale non significa la visione del secolo scorso della separazione Stato/Mercato ma garantire i migliori servizi ai cittadini. Per questo sugli Ncc ha sfidato, e vinto, il Governo rilasciando licenze. Sugli aeroporti ha voluto che la Regione diventasse azionista quasi solitaria, sulle concessioni balneari invece ha seguito la linea del laissez faire.
Una via un po' pericolosa in realtà. Perché richiedere alla comunità un monitoraggio sull'effettiva disponibilità comporta una serie di rischi che vanno dalla difficoltà (visto che molti sono privi di uffici tecnici e legali) a stabilire se la risorsa sia scarsa o meno al rischio di ricorrere al Tar da parte dei potenziali acquirenti. C'è poi il rischio di valutazioni disomogenee fra comuni vicini e tanto altro. Non ultima l'impugnazione della legge da parte del Governo. Insomma la situazione è tutt'altro che definita e la nuova legge più che realmente efficace sembra un escamotage per prendere tempo.
Cavilli giuridici a parte, la via maestra per il presidente è quella: «Sì - conferma Occhiuto - è importante che il centrodestra torni a essere la coalizione liberale che Berlusconi ha fondato». Nessun inciucio quindi col centrosinistra. Ma il punto non è questo. Quello che si profila all'orizzonte è un rimescolamento di carte, delle due tradizionali coalizioni. In fondo persino in Inghilterra si è spezzato lo storico dualismo fra Laburisti e Conservatori. Non a caso Occhiuto dice che «io sono per un partito ambizioso che non sia né un'aggiunta nel centrodestra né una propaggine del centrosinistra». Una frase che lascia presagire nuovi scenari che si vedranno solo dopo i risultati delle Politiche.
Possibile pensare alla nascita di un grande polo moderato-riformista? Forse non è proprio fantapolitica. Forse non è un caso se il giornalista di Mediaset Nicola Porro, che stima molto Occhiuto, ieri sul suo blog ha dedicato un articolo alla strana coppia Occhiuto-Zaia. I due saranno protagonisti di un dibattito a Milano sui valori liberali a settembre.
Porro nell'articolo sottolinea come entrambi abbiano uno strepitoso successo sui social. Il sito di Porro scrive che Occhiuto ha registrato una crescita nelle interazioni pari a +146% su Instagram, +125% su Facebook e +56% su X. Certo le interazioni non sono voti, ma a partire dalle amministrative di Reggio Calabria Occhiuto è pronto a fare la voce grossa e avere una posizione dominante nel suo partito. L'ex Governatore del Veneto, invece, è in polemica con la Lega. Occhio a quei due, scrive Porro. Ma non solo a loro. Molto si muove nel centrodestra, ma anche nel famoso campo largo dove la coabitazione fra pezzi del Pd e il M5s è sempre più difficile.