Occhiuto evoca la fiducia sulla riforma dei trasporti e l’opposizione lo sfida sui numeri: legislatura a rischio?
Senza il voto di Domenico Giannetta (Futuro Nazionale), la maggioranza avrebbe 20 consiglieri contro i 21 necessari per la riforma del Tpl. Tutti e dieci gli esponenti di minoranza firmano un documento e chiedono al governatore di affrontarli in aula
Sono saltati sulla sedia i consiglieri regionali d’opposizione quando hanno letto le dichiarazioni rilasciate dal presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, a Gazzetta del Sud. «Non ci potrà mai essere un allargamento della maggioranza a Futuro Nazionale, anzi l’unica possibilità che ha il Consiglio regionale di sciogliersi in anticipo è questa: su alcune riforme, come quella del Trasporto pubblico locale, sto riflettendo sulla possibilità di porre la questione di fiducia e di non partecipare personalmente al voto per ottenere i consensi necessari, cioè 21 (i due terzi indicati dallo Statuto calabrese, ndr), senza che sia indispensabile il sostegno del consigliere appartenente a Futuro Nazionale».
Conti alla mano, però, senza Domenico Giannetta ormai passato al Gruppo Misto i voti a disposizione della maggioranza sono venti. Non solo, ma venendo meno il voto del presidente sarebbero due i voti da rintracciare fuori dal perimetro della maggioranza.
Le dichiarazioni di Occhiuto hanno alimentato allora un clima di sospetti all’interno dell’opposizione che alla fine ha deciso di sgomberare il campo da ogni equivoco firmando un documento congiunto, sul quale tutti e dieci i consiglieri di minoranza hanno apposto la firma. Manco a dirlo l’opposizione sfida Occhiuto a portare in aula la proposta di legge di cui è primo firmatario Sergio Ferrari, presidente della commissione Trasporti.
Occhiuto contro la «lobby delle scuole guida»: un altro fronte nella sua battaglia alle corporazioniCome dice Enzo Bruno, capogruppo di Tridico presidente: «Questa è l’ennesima provocazione di Occhiuto che sa bene di non avere i due terzi dei voti necessari per far approvare la riforma. Noi come opposizione riteniamo che la trasformazione di ArtCal in AmCal e quindi in una Spa abbia come unico effetto quello di allargare la governance ad un consiglio d’amministrazione e aumentare i costi che dovranno essere sopportati dai comuni, senza che i sindaci siano stati auditi. Le cose allora sono due o Occhiuto forza la mano perché non vuole far approvare la riforma o vuole fare giochetti. In ogni caso anche questa volta tende a sottrarsi al confronto democratico. Venga in aula, sono sicuro che lo costringeremo a ritirare la riforma come abbiamo già fatto con i sottosegretari».
Bruno fa riferimento a circa 250mila euro l’anno che secondo i calcoli dell’opposizione ogni comune dovrebbe investire nella nuova Spa senza però averli previsti in bilancio. Cosa abbastanza delicata conoscendo la situazione delle casse dei comuni.
Trasporto pubblico locale in Calabria, l’opposizione regionale attacca Occhiuto: «Basta scorciatoie e giochetti»Il firmatario della proposta di legge, Sergio Ferrari, dice invece che la proposta di legge che introduce la riforma è stata frutto di ampie audizioni.
Al di là di tutto è evidente che la questione è andata oltre l’organizzazione del settore trasporti e rischia di diventare uno spartiacque per questa legislatura.
Per avere la fiducia basta la maggioranza assoluta dei voti. Allora Occhiuto potrebbe ottenerla, ma non avere nel contempo i voti necessari per far passare la riforma. Questo non comporterebbe lo scioglimento automatico del consiglio regionale, ma sicuramente sarebbe uno stop politico pesante per la maggioranza di centrodestra. Al punto che Occhiuto potrebbe arrivare a considerare conclusa l’esperienza di governo.
Per il momento l’approdo in aula della proposta di legge non è stata calendarizzata, nonostante prima di questa estate sembrava una riforma percepita come urgente da parte del centrodestra. D’altronde sullo sfondo ci sono le diffide dell’autorità della concorrenza di provvedere all’affidamento del Tpl attraverso gare europee entro il 31 dicembre 2026.
Vedremo cosa succederà quando arriverà in aula, se Occhiuto porrà davvero la fiducia nonostante i numeri sulla carta gli vadano contro o se invece, come dice l’opposizione, si tratta solo di un “giochetto”.