Occhiuto frena Vannacci: «Alleanza con lui? Farebbe perdere il voto moderato a Forza Italia»
Il presidente della Calabria boccia l’ipotesi di un’intesa con Futuro nazionale: «Tentazione diffusa di rincorrere Vannacci. Ma lo reputo un errore strategico. La risorsa per vincere? Giorgia Meloni»
«Vannacci ha messo Forza Italia nel mirino. Singolare: non chiude la porta ad alleanze con il centrodestra e cannoneggia i suoi ipotetici alleati». Lo dichiara il presidente della Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, in una intervista al Corriere della Sera.
Occhiuto esclude una alleanza con Futuro Nazionale spiegando che «se ci alleassimo con Vannacci i voti non si sommerebbero: uno sbilanciamento a destra, inseguendo i voti populisti, ci farebbe perdere il voto moderato e riformista che al contrario dobbiamo intercettare». Occhiuto, infatti, nota nel centrodestra «una tentazione diffusa di rincorrere Vannacci. Ma lo reputo un errore strategico. Lui prova a costruire un partito simile all'Afd tedesco, i voti che raccoglierà parlando alla pancia degli elettori sono inutili».
Insomma, «il centrodestra non ha bisogno di Vannacci. Ha una risorsa fondamentale per vincere: Giorgia Meloni. In campagna elettorale è formidabile».
Meloni perde terreno e il centrodestra nei sondaggi scende, la sfida delle suppletive di Reggio si fa sempre più centraleOcchiuto si sofferma, poi, sui rapporti interni a Forza Italia e alla domanda sul rinnovamento interno al partito risponde: «Sono probabilmente uno dei dirigenti che parla di meno con Marina Berlusconi. La considero un riferimento culturale importante, la custode dello spirito liberale e innovatore di suo padre. Per questo guardo con un certo fastidio a chi la tira per la giacca, come se toccasse a lei costruire il futuro di FI: quello è un compito nostro, della politica. Il modo migliore di esaltare il nome di Berlusconi è attualizzarne la lezione, non scaricare addosso ai figli responsabilità che non hanno chiesto».
Vannacci rompe il vecchio bipolarismo: il prossimo Parlamento rischia di non avere più un vincitoreE sulla guida del partito: «A Tajani va riconosciuto il merito di avere guidato con saggezza FI nel delicato passaggio seguito alla scomparsa di Berlusconi. Lecito però è domandarsi: il partito ha ancora la carica liberale e innovatrice che aveva?». La risposta di Occhiuto è che quella carica liberale «si può ritrovare se non si chiude. E io cerco di offrire il mio contributo alla discussione. Non per insidiare il segretario, per aiutarlo. Un partito che discute i temi è vivo. Se parla solo di equilibri e congressi è morto».