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21/05/2026 ore 13.23
Politica

Occhiuto: «Non sfido Tajani, se il centrodestra e Forza Italia inseguono Vannacci perderanno le elezioni»

Il presidente della Regione Calabria esclude lo scontro con il segretario ma chiede un partito più liberale e riformista. Intervenendo a Sky TG24, parla anche di fine vita, diritti civili e del ruolo di Fi nel centrodestra: «Serve un’offerta politica moderna, capace di parlare ai giovani»

di Redazione Politica

Roberto Occhiuto esclude qualsiasi ipotesi di sfida interna ad Antonio Tajani nel prossimo congresso di Forza Italia, ma rivendica la necessità di aprire una riflessione politica dentro il partito.

Intervenendo alla trasmissione “Start” su Sky TG24, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di FI ha spiegato di voler svolgere “un’azione di stimolo” per rafforzare l’identità liberale e riformista del partito.

“Vorrei essere uno tra quelli in Forza Italia che svolgono un’azione di stimolo per costruire quest’area più liberale, per evitare che ci sia la tentazione nel centrodestra di inseguire Vannacci”, ha dichiarato.

“Non vinciamo le elezioni se inseguiamo Vannacci”, ha aggiunto il governatore calabrese.

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«Il congresso? Un rito ormai superato»

Occhiuto ha anche ridimensionato il dibattito sul congresso nazionale del partito, sottolineando come al momento non sia “nemmeno all’ordine del giorno”.

Il presidente della Regione Calabria ha poi espresso una riflessione più ampia sul significato stesso dei congressi politici.

I congressi si facevano un tempo quando non c’erano altre forme per interrogare la base o eleggere i gruppi dirigenti”, ha osservato.

Secondo Occhiuto, le nuove tecnologie consentono oggi un rapporto più diretto e capillare con gli elettori, rendendo il congresso “un vecchio rito che una volta era un grande esercizio di democrazia, oggi può esserlo ma anche no”.

«Forza Italia resterà nel centrodestra»

Sul piano degli equilibri politici nazionali, Occhiuto ha escluso qualsiasi ipotesi di sganciamento di Forza Italia dalla coalizione di centrodestra.

“Forza Italia, fondata da Berlusconi che è il fondatore del centrodestra, rimarrà ancorata al centrodestra”, ha affermato.

“Non c’è alcuna possibilità che Forza Italia si sganci dal centrodestra”.

Per il governatore calabrese, però, il partito deve rafforzare il proprio ruolo all’interno della coalizione, occupando lo spazio politico del riformismo e delle libertà civili.

«Manca un’offerta politica liberale e riformista»

Secondo Occhiuto, oggi in Italia esiste un vuoto politico nell’area moderata e liberale. “Credo che in questo Paese manchi un’offerta politica riformista e liberale”, ha dichiarato.

L’obiettivo di Forza Italia dovrebbe essere quello di intercettare quell’elettorato moderato che non si sente più rappresentato dal centrosinistra.

“Se sottraiamo al centrosinistra, grazie a Forza Italia, voti tra i riformisti che ormai non si sentono più rappresentati dalla leadership del centrosinistra facciamo una cosa buona”, ha spiegato.

Fine vita e diritti civili: «Occasione per il centrodestra»

Tra i temi affrontati da Occhiuto anche quello del fine vita, definito “importantissimo”.

Secondo il presidente della Regione Calabria, il Parlamento non può continuare a rinviare una legge su una materia sulla quale è intervenuta anche la Corte costituzionale. “Sarebbe un atteggiamento davvero omissivo”, ha detto.

Per Occhiuto il tema rappresenta anche una sfida culturale e politica per il centrodestra.

“A volte il centrodestra viene visto come una coalizione un po’ ingiallita, perché su alcuni temi come quelli dei diritti civili non riesce forse a parlare con la modernità che si aspettano soprattutto tanti giovani”.

Il governatore calabrese auspica quindi che Forza Italia possa diventare “un motore propulsivo” su questi temi da qui alla fine della legislatura.

Il richiamo all’eredità di Berlusconi

Nel suo intervento, Occhiuto richiama anche l’impostazione storica di Silvio Berlusconi sui temi etici e dei diritti civili. “Berlusconi ha sempre dato libertà di coscienza su questi temi ai suoi parlamentari”, ha ricordato.

Un approccio che, secondo il vicesegretario nazionale di FI, potrebbe favorire l’approvazione di una legge condivisa sul fine vita anche all’interno dell’attuale maggioranza di centrodestra.