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15/06/2026 ore 13.20
Politica

Occhiuto rinnova il rito dell'estate calabrese: convocare il tavolo contro il mare sporco

Ogni anno la stessa scena: allarme depurazione, fotografie delle macchie in mare, polemiche sui danni all'immagine turistica e riunioni d'emergenza in Regione con le soluzioni tra droni e ordinanze. Intanto avanzano lentamente gli interventi strutturali attesi da decenni: l’approccio repressivo non dà frutti

di Massimo Clausi

Per fortuna c'è Occhiuto che ci riporta alla normalità. In questi tempi distopici dove il mondo sembra essere rimbalzato indietro di almeno quarant'anni, fra guerre mondiali a pezzetti e generali che rispolverano arditi e camerati, in Calabria torniamo alle vecchie e sane abitudini che ci tranquillizzano un po'.

Il mare per villeggianti del Tirreno è una certezza inscalfibile: sporco, anche in giugno. Certezze granitiche da conversazione sotto l'ombrellone (visto che il bagno non si può fare) che signora mia se a giugno è così, figuriamoci in agosto. Il presidente della giunta regionale, allora, fa quello che fa oramai da cinque anni ovvero il famoso tavolo. Ogni anno sempre identico a sé stesso. La solita task force, i soliti prefetti, i soliti esperti del mare, forze dell'ordine ei soliti Procuratori della Repubblica come se il problema fosse solo di repressione. Eppure sui social continuano ad impazzare le foto delle macchie che infestano il nostro mare e il consueto dibattito sul fatto che pubblicarle sarebbe come gettarsi la zappa sui piedi da soli.

Eppure Roberto Occhiuto, sin dal suo primo insediamento, aveva detto che la depurazione sarebbe stato uno dei primi problemi da aggredire. Già a novembre del 2021 diceva di avere occupato del mare in novembre e non a giugno perché i problemi vanno presi per tempo. Parlava della convenzione stipulata con la stazione zoologica Anton Dohrn e del fatto che i risultati si sarebbero visti in breve tempo. Seguirono video di Occhiuto in barca, Occhiuto che fa blitz per scovare i depuratori non funzionanti, Occhiuto che lancia i droni manco fosse Putin per scoprire eventuali problemi. Poi lo sventolio dell'articolo 650 del codice penale: per chi inquina una multa fino a 2mila euro e l'arresto fino a tre mesi. Salvo aggravanti.

Sono seguite tantissime ordinanze e altrettante polemiche con i sindaci, come nel 2023. «Abbiamo dato strumenti e fondi ma alcuni di loro non controllano», aveva tuonato il Presidente in un video. Da qui il decreto che imponeva ai municipi di utilizzare la polizia locale per controllare case e strutture turistiche che scaricano abusivamente, il funzionamento delle vasche a tenuta stagna e gli impianti di sollevamento. Tutto entro 5 giorni. Sì, perché nel giro di poco ci si rivede in regione per comunicare l'esito delle operazioni e come si intende rimediare a livello locale.

Depurazione, Occhiuto convoca prefetti, procuratori e sindaci in Cittadella

Un decreto talmente controverso che suscitò anche la presa di distanze della Lega e la presa di posizione di una fedelissima come Rosaria Succurro, all'epoca presidente regionale dell'Anci, costretta a prendere le difese dei colleghi: «I comuni sono in ginocchio. Necessario che siano Sorical o Arrical a gestire i depuratori. Servire un tavolo tecnico». 

Il solito tavolo dunque, che la politica intravede sempre come panacea per tutti i mali. Con una novità però ovvero il nuovo ruolo della Sorical che ormai ha in capo tutto il ciclo idrico che va dall'adduzione delle acque fino alla depurazione. Solo che i manager della società idrica vanno con i piedi di piombo nella presa in carico dei depuratori.

Allora si ritorna al passato con il tranquillizzante tavolo. Seguiranno certamente i soliti divieti alla circolazione degli autospurgo in orari notturni, elenco di interventi urgenti presso i depuratori, fondi stanziati all'uopo. Intanto finalmente è stato firmato il contratto d'appalto per il disinquinamento dell'area del Mesima, lavori per un importo che supera i 5 milioni di euro e interessa un'area ritenuta strategica anche per gli effetti benefici che avrà sulla Piana di Gioia Tauro. Per completarli serviranno quindici mesi.