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25/01/2026 ore 06.15
Politica

Occhiuto sogna la California, ma in Calabria (dalle Terme agli aeroporti) ha centralizzato tutto. Fermo il trasporto pubblico locale

La narrazione nazionale parla della nostra regione come la culla del liberalismo. Qui però il presidente ha utilizzato Fincalabra (che avrebbe dovuto finanziare le iniziative imprenditoriali calabresi) per comprare Sacal e Terme Luigiane. Il Tpl va avanti da trent’anni a concessioni mentre l’Europa chiede di mettere a gara le linee

di Massimo Clausi

“Ti sogno Calabrifornia - Il Governatore Occhiuto paladino del liberismo. Viaggio in una terra dove un tempo erano tutti forestali”. Così il titolo di una paginata dell’inserto culturale de “Il Foglio” di sabato. La tesi di fondo è che Roberto Occhiuto è diventato il testimonial del liberismo economico e del liberalismo politico che significa lasciare spazio al mercato.

Lo è diventato dopo l’inaugurazione della corrente/non corrente “In libertà” fatta per scuotere Antonio Tajani dal suo torpore. E che Occhiuto ci sia riuscito lo testimonia la tre giorni che il segretario nazionale ha organizzato per celebrare la ricorrenza della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Tappe a Roma, Milano e Napoli, con un filo rosso nei titoli dei tre appuntamenti “Più Libertà”. Occhiuto ha partecipato solo a quella napoletana, mentre quella romana è stata tutta appannaggio degli uomini di Tajani (Barelli, Gasparri, Bergamini ecc.) Del resto ormai Occhiuto ha seppellito l’ascia di guerra e al Foglio continua a dire che non vuol fare nessuna scalata a Forza Italia.

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Ma torniamo al viaggio del Foglio. Forse quello di Michele Masneri è stato semplicemente onirico. Siamo pronti a scommettere che il giornalista in Calabria non ha messo piede perché dietro la narrazione nazionale di un Occhiuto turbo-liberista, in Calabria si assiste ad un turbo-regionalismo. Qui è la Regione Calabria che si è sostituita al mercato, al punto che qualcuno l’ha paragonata alla vecchia Iri.

L’esempio maggiore è una delle prime azioni condotte da Occhiuto appena insediato ovvero l’acquisto per 12,5 milioni di euro delle quote azionarie di Sacal dal privato che le aveva comperate. Con questa operazione la Regione è divenuta azionista di oltre l’80% delle quote azionarie. Il punto è che lo ha fatto attraverso Fincalabra, la holding regionale che dovrebbe invece finanziare l’imprenditoria privata. L’operazione, fra l’altro, è stata possibile grazie alla riforma della legge istitutiva di Fincalabra che consentiva alla holding di detenere azioni di società strategiche per la Calabria.

I risultati, obiettivamente, ci sono stati, con gli aeroporti calabresi che hanno fatto registrare crescite da record. Ciò grazie anche all’intesa col colosso irlandese delle compagnie low cost, Ryanair, al quale la Regione ha concesso un bel po’ di agevolazioni come ad esempio il pagamento della tassa passeggero al posto della compagnia. Resta il fatto che nell’operazione si sono sottratti 12,5 milioni di euro alle imprese del territorio e che si vede poco mercato e tanto Stato.

Lo stesso dicasi per l’altra operazione compiuta da Occhiuto ovvero l’acquisto delle Terme Luigiane dalla Sateca della famiglia Ferrari. Anche qui protagonista è stata Fincalabra che attraverso le Terme Sibarite Spa (partecipata al 24% della Regione Calabria e al 76% proprio da Fincalabra) ha scucito quasi sette milioni di euro per l'acquisto delle azioni. L’obiettivo è quello di creare una grande polo termale pubblico, mettendo sotto il controllo della Regione, tutti gli stabilimenti calabresi. Il Polo termale ancora non si è visto così come non si vede, in questa operazione, il libero mercato. Anzi.Anche qui si tratta di risorse che vengono tolte a Fincalabra per finanziare iniziative imprenditoriali locali.

Ma per molti (Foglio soprattutto) la vera grande battaglia liberale di Occhiuto è stata quella sugli Ncc (noleggio con conducente). Il consiglio regionale ha licenziato una legge che stabiliva il rilascio di 300 nuove licenze. Un provvedimento impugnato dal Governo amico, e in particolare dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, dinanzi la Corte costituzionale per un problema di competenze. Il Foglio dice che la Calabria ha ottenuto una sentenza fondamentale che permette finalmente di rompere la lobby dei tassisti tanto cara a Salvini e aprire il mercato alla famigerate multinazionali dei trasporti. Non viene citata però l’altro aspetto della vicenda che pure è stato preso in considerazione dalla sentenza della Corte Costituzionale. Occhiuto non voleva rilasciare le licenze sul mercato, ma la legge prevedeva di assegnarle tutte e 300 a Ferrovie della Calabria, società a totale partecipazione della Regione. La Corte però ha censurato questo passaggio della legge dicendo che viola la libera concorrenza. Le licenze dovevano essere messe a gara. Ma la sentenza è vecchia di mesi e la partita sembra essere finita qui.

E che ci sia un problema fra gare e trasporti lo dimostra anche una vecchia questione calabrese ovvero il settore del Tpl. Era presidente della giunta Mario Oliverio quando venne licenziato un piano del Tpl in cui si prevedeva una gara europea per l’assegnazione delle linee, così come prevede Bruxelles. Oggi i privati operano in concessione da oltre trent’anni. Ne sono passati cinque da quando Occhiuto governa la Regione ma della gara nessuna traccia, nessuno ne parla. Vedremo in tal senso cosa farà il nuovo assessore ai Trasporti Gianluca Gallo.

Insomma come dice la vecchia canzone Roberto Occhiuto sognerà pure la California, ma in Calabria a parte magari il clima, nessuno l’ha notato

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