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17/09/2026 ore 18.32
Politica

Ospedale della Sibaritide, il centrodestra: «Entro ottobre ambulatori trasferiti». Madeo (Pd) presenta un’interrogazione

La consigliera del Partito democratico riferisce che è stato negato l’accesso al cantiere nonostante i poteri ispettivi dei consiglieri regionali. Il dubbio riguarda l’operatività dei sottoservizi

di Massimo Clausi

Qual è la data prevista per l’ultimazione dei lavori, per i collaudi e per l’agibilità e, soprattutto, le date stabilite per l’effettiva entrata in funzione delle diverse attività sanitarie, con particolare riferimento agli ambulatori, ai reparti di degenza, al Pronto Soccorso, alle sale operatorie e alle terapie intensive? Questo il succo dell’interrogazione presentata dal consigliere regionale del Pd, Rosellina Madeo, sul nuovo ospedale della Sibaritide.

L’interrogazione nasce dopo le dichiarazioni rilasciate da Angelo Brutto, capogruppo di FdI e presidente della commissione Sanità, secondo il quale «Entro ottobre saranno trasferiti gli ambulatori e poi, a seguire, tutto il resto». Del resto Il cronoprogramma dei lavori indica proprio nell’ottobre 2026 la fine dei lavori. Terminare una struttura fisicamente non significa renderla operativa, soprattutto in una materia delicata come quella sanitaria.

Per questo la Madeo incuriosita dalle dichiarazioni del collega Brutto aveva provato ad effettuare un sopralluogo sul cantiere. Prima di farlo dice di aver inviato una mail alla ditta che si occupa dei lavori ovvero la D’Agostino. Una volta sul posto però, la vigilanza ha detto di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito. La Madeo ha rinviato un’altra mail per chiedere l’accesso al cantiere, ricevendo solo una risposta telefonica con la quale si rassicurava sulla possibilità di accedere al cantiere. Tornata di nuovo a contrada Insiti, però, ancora una volta gli è stato negato l’accesso. A quel punto la Madeo ha girato un reel in cui si dice amareggiata per essere stata impedita di svolgere il suo ruolo ispettivo assegnatole dai cittadini. «Come dicevo la volta scorsa in Commissione Agricoltura, i problemi della Calabria non appartengono solamente ad un colore politico. Certo c'è chi ha l'onore di governare ma c'è anche chi ha l'onere di vigilare. la Calabria non appartiene a nessun altro se non ai cittadini e alle cittadine calabresi che hanno il dovere di essere messi al corrente delle cose in maniera limpida e lineare».

A quel punto, essendo divenuto complicato svolgere i poteri ispettivi che sono in capo ai consiglieri regionali, la Madeo per evitare che la discussione su una infrastruttura così importante fosse affidata a voci di corridoio e indiscrezioni ha presentato l’interrogazione di cui sopra.

«L’ospedale non può essere una cattedrale nel deserto - si legge nell’interrogazione - La Regione deve fare luce su quale sia lo stato di realizzazione e di effettiva disponibilità delle opere e dei servizi necessari al funzionamento del nuovo presidio, con particolare riferimento alla viabilità di accesso e alla SP 195, all’approvvigionamento idrico, alla rete fognaria e al sistema di depurazione, all’alimentazione elettrica, alle reti dati e agli altri sotto servizi, specificando se tutti tali collegamenti saranno pienamente operativi e collaudati prima dell’avvio delle attività sanitarie».

Fra le righe è evidente che il dubbio della Madeo è che i sottoservizi non siano ancora stati realizzati e pensare di aprire un’ospedale senza la disponibilità di acqua sarebbe davvero impossibile.

«Necessario anche fare chiarezza - dice l’esponente del Pd - sul piano di trasferimento delle attività sanitarie attualmente presenti nei presidi “Giannettasio” e “Compagna”, specificando quali servizi saranno trasferiti per primi, quali successivamente e entro quale data si preveda di completare l’intera migrazione, nonché se siano già stati definiti i relativi piani organizzativi, assistenziali e logistici».