Palmi, si chiude in Piazza Primo Maggio una campagna elettorale “infuocata”: i comizi finali di Calabria e Cardone
I due candidati a sindaco si susseguono sul palco per il loro discorsi. Toni accesi, tra accuse reciproche, “frecciatine” e promesse per il futuro
Una campagna elettorale così animata, a Palmi, forse non si è mai vista. E la conferma a questa tesi viene dall’ultimo, e probabilmente decisivo, comizio tenutosi in Piazza Primo Maggio, difronte a centinaia e centinaia di cittadini. Due visioni contrapposte, due modi di pensare e fare differenti, divise durante questi mesi da un fragile equilibrio, spesso spezzato a colpi di polemiche e post al veleno. Nemmeno la musica riesce a unire Francesco Cardone e Giovanni Calabria: l’uno si presenta con il rock di Vasco Rossi per “Un mondo migliore” (sarà mica un caso la canzone scelta), l’altro con una rilassante musica pop-jazz. Specchio, probabilmente, del loro modo di porsi: l’energia opposta alla pacatezza, pur sempre finalizzata all’attrarre consensi nella corsa verso Palazzo San Nicola, il cui esito appare quanto mai incerto.
L’intervento di Cardone
Il primo a parlare sul palco è Francesco Cardone. L’applauso parte quasi di rito, ma lui chiede di farlo continuare così da creare una bolgia, «quella bolgia di cui avevate paura e per la quale avete evitato il confronto», dice rivolgendosi agli avversari politici. Poi, rivendica: «Ho dimostrato attaccamento e lealtà in questi mesi e voi, miei sostenitori, siete diventati la mia famiglia politica. Correttezza e stile – aggiunge - hanno contraddistinto il nostro percorso e non c’è stato un solo post o messaggio in cui io o miei candidati hanno mancato di rispetto».
Prima stilettata, con la quale Cardone si aggancia al tema confronto mancato con Calabria: «Lo avete impedito, ma la città lo meritava, sono stati insultati i ragazzi che l’avevano organizzato (Consulta giovanile palmese ndr). Era stato proposto un confronto con diritto replica, che fu accettato, e all’epoca era presente anche un mio “amico”, ormai passato dall’altra parte. Dico nome e cognome: Salvatore Celi (ex assessore della Giunta Ranuccio con delega al Bilancio ndr). Addirittura – insiste – avevo detto loro di scegliere luogo, moderatore, ma si sono tirati indietro con atteggiamento vile».
Altro giro, altro colpo in punta di fioretto: «Sarei pronto a confrontarmi anche adesso, è bello parlare a braccio, in diretta, ma non tutti lo fanno». Cardone analizza poi un tema diventato caldo nei giorni scorsi, il voto disgiunto: «Una follia per i miei avversari? Veramente è previsto dalla legge ed è il punto più alto democrazia, non una cosa aberrante. Addirittura ho sentito gente che per acquistare consensi ha parlato di “creare un mostro”».
E ancora, l’attacco a un certo tipo di comunicazione che ha contraddistinto questa campagna elettorale: «È antipatico, vile, riportare foto dello Sbarco in Normandia per parlare di elezioni, non siamo mica in guerra, oppure fare il countdown dicendo “andrete a casa”: per me questa è una competizione elettorale e stop, io ho lavoro e famiglia. Deve vincere la città».
Sui motivi della sua candidatura, altro velo di polemica: «Quando Ranuccio è stato eletto Consigliere regionale, è sorta la necessità di individuare un sostituto. Sono stati coinvolti tutti come si fa in democrazia, con l’obiettivo di trovare chi potesse tenere insieme il gruppo. Vi fu patto con stretta mano sul fatto che saremmo rimasti insieme. Eppure qualcosa è venuto meno: dispiace, ad esempio, che Celi sia andato via, non per un problema politico, ma per una questione di rapporti personali che cambiano e di coerenza».
Mancanza di coerenza e di contenuti sulla quale Cardone ironizza in seguito: «Il loro programma è praticamente sovrapponibile al mio, quindi qualcosa di buono l’hanno fatta in campagna elettorale. Li tiene insieme un arcobaleno multicolore, c’è tutto e di più nelle loro liste, il loro obiettivo, come leggevo in un post, è abbattere Peppe Ranuccio, ma oggi l’avversario è Francesco Cardone, abbiate dunque la forza di contestare me con dati di fatto».
Infine, il tema dei presunti obiettivi mai raggiunti dall’amministrazione, partendo dalla questione Palmese e dello stadio “Lopresti”, relativamente alle quali LaC ha scritto qualche giorno fa: «Parto dalla Palmese premettendo che lo sport non è solo la Palmese, ma vorrei dire che la Giunta ha sostenuto tantissimo i neroverdi negli anni. Ho sentito e letto le dichiarazioni di Sergi, che ha detto che guiderà la Palmese solo se dovesse vincere Calabria: questo dunque sarebbe l’amore per Palmi? La vicinanza dipende da chi è sindaco? Ribadisco, la Palmese avrà tutta l’attenzione senza colori o etichette, e ricordo che nel 2024 l’ufficio stampa della società ci mandava una mail elogiando l’operato dell’ex primo cittadino Ranuccio e dell’assessore allo Sport Magazzù».
Da qui l’elenco dei successi di questi anni: «Ci contestano che le opere vengono realizzate in concomitanza delle elezioni, ma per me è importante il risultato e non la tempistica: abbiamo visto la stabilizzazione di 14 famiglie e avete fatto ironia pure su questo; sul nuovo ospedale avete detto che non ci interessa, altra barzelletta, perché se verrà realizzato anche se vinceste voi nessuno lo contesterebbe, non mi sono mai messo a contare le ruspe che lavorano – ironizza -; abbiamo novità sulla Ppm, che gestirà la raccolta rifiuti con un appalto importante economicamente, sul Psc, grazie a cui finalmente sarà ripresa l’attività di edificazione a Palmi e nel centro storico, abbiamo risolto il problema relativo alla crisi idrica, unico argomento su cui ho alzato i toni per la vostra ironia, con il collegamento Sorical con il pozzo Petrace, abbiamo assegnato 211 case popolari, siamo andati nelle periferie come la Tonnara e Scinà, dove ci hanno accolti bene apprezzando coraggio e trasparenza. Da lì – conclude chiamando sul palco tutta la squadra di candidati al Consiglio – rinasceranno cultura, commercio e turismo per una Palmi migliore. Cresceremo con l’amore per la città e comunque vada – assicura - io sarò sindaco»
Servizio alla comunità e responsabilità, i mantra di Calabria, sostenuto dal Consigliere regionale Mattiani
Al calar del sole, arriva il momento di Giovanni Calabria, accompagnato dai componenti delle sue liste con decine di bandiere sventolanti e da applausi praticamente alla fine di ogni frase. Prima, però, spazio all’intervento di Giuseppe Mattiani, Consigliere regionale della Lega, palmese doc e sostenitore dell’ex comandante dei Carabinieri: «La piazza stasera è splendida, tu – dice rivolgendosi a Calabria – sei un grande uomo, padre, che ha sempre dimostrato competenza e qualità, un uomo delle istituzioni, che non è quello che sale sul palco e denigra l’avversario».
Poi, sugli obiettivi raggiunti grazie all’aiuto della Regione Calabria e della Giunta Occhiuto: «Il 118 adesso parte da palmi, la radiologia che era stata usurpata adesso si trova a palmi e, per chi dice che c’è solo una ruspa che sposta la terra, vorrei dire che quella stessa terra rappresenta la base da dove costruire il nuovo ospedale della Piana, un grande rilancio. Da lì si riparte Giovanni, non dal lavoro sui “campettini” – ironizza -, dato che in 5 anni non ho avuto il piacere di essere in sinergia con gli amministratori di questa città, seppure abbia spinto per fare qualcosa per Palmi, ad esempio finanziando la Varia, patrimonio Unesco. Ho apprezzato il tuo programma – evidenzia – perché parla di giovani, prospettive, sport e strutture, mentre ho visto un Cardone nervoso e arrabbiato». Qualcuno dei sostenitori lo incalza: «È la sua natura», ma Mattiani conclude: «No, lo conosco bene, ma tanto tra 48 ore sarà tutto finito: abbiamo voluto Calabria candidato e i palmesi lo voteranno per una Palmi più bella e ambiziosa».
L’intervento di Calabria
Finalmente, quasi alle 20.30, il turno di Calabria, che risponde a chi lo accusa di leggere ogni suo intervento e critica l’atteggiamento irrispettoso assunto in questi mesi da qualche “avversario”: «Molti ci scherzano su, ma io so fare autoironia e oltre a leggere so anche scrivere: lo faccio per dare senso pienamente alle mie parole, perché queste hanno un peso e bisogna avere rispetto, altrimenti si rischia di fare sproloqui. La scelta che farà tra poco Palmi dirà che futuro vogliamo lasciare ai nostri figli, il futuro di una città che ho conosciuto nel bene e nel male per tanti anni, indossando una divisa dello Stato. Le istituzioni – aggiunge - appartengono ai cittadini e non a chi governa, sono strumenti non di potere ma di servizio e il mio impegno è rivolto non a spodestare qualcuno o conquistare il palazzo, ma al servizio, appunto, di una comunità, a chi non è soddisfatto». Poi, sugli attacchi alla sua persona: «Amministrare significa prendersi cura di una comunità, Palmi non ha bisogno di uno sceriffo, dato che qualcuno ha provato a diffondere questa immagine di me, ma chi mi conosce sa che sono uomo di pace e dialogo, un uomo che vuole unire e riavvicinare, mai dividere, che non ha intenzione di stravolgere equilibri o smantellare servizi. Non sarò Nerone nel prossimo quinquennio – chiarisce – ma vogliamo amministrare con equilibro, competenza e senso di responsabilità, con scelte che ricadano su gente capace e non secondo spartizioni o numeri. Credo nel dialogo e nel confronto soprattutto se libero e non strumentalizzato e se si mantiene su livelli di educazione e rispetto dell’altro. Si è vero – ammette - non sono un politico, non ho passato la vita in segreterie di partito o costruito la mia storia in giochi di palazzo, perché la mia scuola sono state le persone le difficoltà e le responsabilità, lo Stato». Parole accolte da un lungo applauso, prima di un’ennesima puntualizzazione: «Si è molto dibattuto della mia presunta incompetenza: suggerisco di leggere il mio curriculum e guardare alla mia vita – dice orgogliosamente -, non serve la Laurea in Scienze dell’amministrazione per questo, ma assumersi responsabilità vere. Ci accusano anche di essere una coalizione diversa, ma per me se esistono sensibilità differenti è una ricchezza, in quanto una comunità democratica non si costituisce su pensiero unico». Infine, Calabria pone al pubblico di Palmi una serie di domande, le cui risposte, probabilmente, le avremo solamente dopo lunedì: «Se davvero tutto è andato così bene perché oggi così tanti cittadini chiedono un cambiamento? Perché aumenta la tariffa sui rifiuti nonostante i sacrifici enormi fatti dalle famiglie e una raccolta differenziata fatta con senso civico e responsabilità? Perché è chiusa o non fruibile l’isola ecologica? Perché ogni estate diventa “normale” la crisi idrica? Perché opere e appalti pubblici compaiono a ridosso delle elezioni? Perché la Casa della cultura riapre adesso o i teatri vivono tra ritardi e occasioni perdute Perché Palmi non riesce a garantire uno stadio pienamente agibile? Perché ci sono cantieri aperti e opere incompiute ovunque? I palmesi meritano un litorale così o un lungomare che attende ancora l’avvio dei lavori? Palmi non può continuare a vivere così – conclude Calabria –, serve capacità di assumersi responsabilità, serve un sindaco presente tra la gente e in Comune , serve una città in cui maggioranza e opposizione possano collaborare . Parliamo spesso di competenze, fondamentali per carità, ma per amministrare serve anche il cuore, con la capacità di sentire come propri i pensieri della gente, ripartendo dai giovani, che in questo mio percorso hanno contato moltissimo. Tutti uniti per la città, insieme, per l’ambiente, il decoro urbano, un turismo non occasionale ma organizzato, una cultura che riaffermi la nostra identità e dei servizi sociali che non lascino indietro nessuno».