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04/02/2026 ore 17.32
Politica

Pd nel caos, Speranza: «La sconfitta alle Regionali ha paralizzato il centrosinistra, chi discute è visto con fastidio»

L’ex sindaco nega qualsiasi suo coinvolgimento nelle vicende dei dem lametini e chiede al campo largo di far ripartire la discussione e preparare l’opposizione per i prossimi 5 anni: «Bastano dieci assemblee per ragionare sul da farsi, ma in questo clima di rissa continua chi volete che si avvicini?»

di Massimo Clausi

«Io non c’entro». Gianni Speranza, ex sindaco di Lamezia Terme, è netto nel chiamarsi fuori da quello che sta succedendo nel centrosinistra lametino. «Il quadro non è quello che lei ha dipinto nel suo articolo», ci dice.

Da risorsa a punti di debolezza, i sindaci sono il simbolo di un Partito democratico che continua ad autodistruggersi 

Però molti suoi ex collaboratori oggi sono dentro il Pd..

«Vittorio Paola, che è stato consigliere comunale fino al 2015 con me, era già nel PD mentre era consigliere comunale. È entrato nel partito ai tempi di Renzi. Ma anche gli altri, alcuni sono entrati da diverso tempo in particolare quando è diventata segretaria la Schlein qualcuno un anno e mezzo fa. Io non sono entrato nel Pd, dopo aver lasciato Sinistra Italiana, perché non vedevo le condizioni».

Non le piace la Schlein?

«Guardavo con un certo interesse a questo fatto della Schlein. Io sono stato uno dei cittadini che l'ha votata, ma da cittadino. Non credevo nemmeno che vincesse, visto il risultato di Bonaccini fra gli iscritti, pero pensavo fosse una persona che portava una cosa nuova, un ragionamento nuovo che al momento non c’è stato. Detto questo e tornando alla situazione di Lamezia, è chiaro che se le persone con le quali hai collaborato, anche con grande affetto, da sindaco fanno la scelta di andare nel Pd e tu no, si divaricano anche i percorsi politici, pur rimanendo buoni rapporti dal punto di vista personale, umano».

Allora perché è andato all’inaugurazione della sede Pd di Lamezia? Per curiosità?

«Sono andato la sera tardi all'inaugurazione della sede del Pd e non ho ascoltato nessun intervento... ho mangiato qualche dolcino. Perché mi hanno telefonato verso le otto e mezzo, che almeno qualche dolcino potevo mangiare. È un peccato questo?».

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Al massimo di gola. È andato per golosità?

«Guardi su Lamezia ho fatto un anno e mezzo fa la scelta di fare un passo indietro proprio perché non volevo entrare in una dinamica di scontri. Io ho un rapporto civile con tutti, ma anche con i dirigenti del Pd. Se mi dicesse, dimmi una persona con cui hai un rapporto affettuoso, degli esponenti politici in Calabria, io  dovrei dire Mimmo Lucano».

Ma se tutti facessero il suo ragionamento, questo centrosinistra calabrese non cambierà mai?

«Io continuo ad essere impegnato politicamente nel sindacato dei pensionati della Cgil, al quale sono iscritto. E se ci riesco, come ho fatto due anni fa, con un'associazione che, sulla base di quello che fanno tanti comuni italiani, e che ha fatto pure il Comune di Lamezia Terme dal 2005 al 2010, collabora con le scuole per la memoria e la cittadinanza, anche con visite guidate. L’ultimo viaggio l'ho fatto due anni fa. C'è stato un finanziamento della legge sul diritto allo studio e abbiamo portato 40 ragazzi, tra Vibo, Lamezia e Crotone, a visitare i luoghi delle stragi in Italia. Quindi io ho due luoghi di impegno civile e politico già che frequento».

Dei partiti proprio non ne vuole sapere…

«Se vedessi le condizioni per un discorso che non significa subito scontro, individualismo, casini, ecc., è certo che sarei disposto, ma dovrei vedere chiaramente questa cosa. Se io vedo che dopo le elezioni, dopo la terza sconfitta regionale, non si è fatta una campagna di assemblee, di coinvolgimento, degli esterni come me, un discorso sul perché si è perduto e che cosa bisogna fare per recuperare. Se tu ti senti che puoi dare fastidio, hai uno stimolo a partecipare? No. Dopo le elezioni qualcosa io ho detto, come la vedevo dal punto di vista della situazione del centro-sinistra, ma non hanno fatto niente per cercare di creare un meccanismo di ripresa. Le elezioni si preparano prima. Non è che le elezioni si preparano al momento del voto».

Ma cosa dovrebbe fare il centrosinistra?

«Ma non è che ci vuole tanto. C'è stata questa sconfitta. Era così difficile fare la cosa più facile? Fare dieci assemblee nei principali centri calabresi in cui chiamare a raccolta tutti gli elettori, o insomma, i simpatizzanti del centrosinistra, gli iscritti ai partiti, a dire insieme che cosa possiamo fare per fare un'opposizione un pochettino e progettare un'opposizione per i prossimi anni. Certo che se ci fosse stata questa cosa ci sarei andato e avrei detto pure con molta umiltà la mia. Qui c’è quasi paura di parlare perché ogni cosa diventa polemica, scontro. Io stesso ti ho dovuto chiedere di poter parlare perché è bastato che fossi ex sindaco per far dire a qualcuno allora ci è coinvolto pure Gianni in questo casino, ma assolutamente no. C'è un meccanismo che ti porta a dire meglio che non ci provi».

Ma che messaggio lanceresti ai segretari regionali di Pd, Avs e M5s?

«A tutte le persone che hanno responsabilità istituzionale e politica nel centro-sinistra in Calabria la cosa dai dire è guardate che non si tratta di una piccola manovra politica. La candidatura che avevate trovato non era male, era una buona candidatura. Si è perso così nettamente per tutto quello che è successo nei 5 anni precedenti. Se trovate che il candidato è Callipo, dopo qualche mese Callipo è costretto a dimettersi. Andate alle elezioni, non avete un candidato, fate il casting per la campagna elettorale e poi trovate Amalia Bruni. Dopo di che, nei 5 anni successivi, non vi preoccupate di quello che si deve fare. È chiaro che la narrazione di Occhiuto vince, anzi stravince. Ma dopo di che, che cosa fate adesso? Come si prepara? Il centrosinistra vuole essere cosciente che le elezioni si preparano tra una sconfitta e l'altra?».

E come si prepara la vittoria?

«Quello che dico non mi pare di grande originalità. Se gli esponenti istituzionali del centrosinistra, con qualcuno nazionale, si mettessero e venissero a Vibo, a Cosenza, a Catanzaro, nei grossi centri della Calabria ti immagini quante persone, quanti professori universitari, quante energie che raccoglierebbero? Secondo me ci sarebbero centinaia di persone che si metterebbero a discutere, a ragionare, a impegnarsi anche intellettualmente, per cercare di dare una mano a una cosa. E soprattutto ci sarebbero tante persone che lo farebbero come me in maniera disinteressata. Ecco, io cercherei di andare oltre l’élite politica. Io cercai di impegnare un 300-400 persone che possano dare idee, proposte, suggerimenti, indicazioni. Cioè, cercare di coinvolgere tutte le persone, come posso dire, di buona volontà, che in qualche modo fanno riferimento al centrosinistra, anche se non sono iscritti per raccogliere un poco di idee e di proposte per i prossimi 4-5 anni. Dopo le elezioni. io pensavo che lo facessero. Però non l'hanno fatto. Cioè, 10 assemblee pubbliche diciamo così, delle persone vicine al centrosinistra non è un grande sforzo, non è che bisogna fare i convegni mirabolanti. I segretari o, diciamo così, gli eletti calabresi al Parlamento e al Consiglio Regionale dovrebbero farsi carico di questa cosa. A me sembra terribile che non si voglia stimolare una discussione. Qua si dà fastidio. Allora perché ci si meraviglia se in tanti si sono messi da parte?».

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