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21/10/2026 ore 11.05
Politica

Per la scalata alla segreteria di Forza Italia Occhiuto ora deve fare i conti anche con il fuoco amico calabrese

L’ex consigliere regionale Talerico denuncia l’asse fra Cosenza e Reggio Calabria che esclude l’area centrale della Calabria e scrive direttamente a Tajani. Marina manda lo zio Paolo a fare da mediatore mentre  l’europarlamentare Martusciello snobba la convention di Capri con Occhiuto e Zangrillo

di Massimo Clausi

È bastata una frase a far scoppiare il tappo. La frase incriminata è quella del presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, che lunedì scorso presentando gli investimenti per la rete idrica catanzarese si è lasciato andare ad una confessione. «Forse a Catanzaro - ha detto - non ho avuto finora grandi rappresentanti della comunità politica capaci di rappresentare quello che abbiamo fatto in questi anni». Una frase dura, soprattutto se si considera che questa primavera la città capoluogo è chiamata al voto per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Proprio per questo le parole hanno fatto saltare sulla sedia l’ex consigliere regionale di Forza Italia, il vulcanico avvocato Antonello Talerico che ha vergato una nota durissima.

Talerico ha accusato Occhiuto di non aver mai tenuto nella giusta considerazione gli esponenti dell’area centrale del suo partito, incentrato su una sorta di accordo ad excludendum fra Cosenza e Reggio Calabria. Questo nonostante l’area centrale della Calabria abbia dato il suo contributo elettorale alla causa. «Alle regionali dello scorso anno Forza Italia nell'area centrale ha raccolto una valanga di voti. Nonostante ciò non è stato riconosciuto alcun ruolo o funzione. Nessun assessorato, nessun ruolo politico, nessun incarico istituzionale, nessun posto nelle società partecipate. Neanche la semplice presidenza del gruppo consiliare, prima andata a Reggio Calabria e ora al consigliere Pierluigi Caputo, eletto nella lista Forza Azzurri e non in quella di Forza Italia». Insomma a Talerico sembra lunare che diventi capogruppo qualcuno che fino al giorno prima è iscritto in un gruppo consiliare diverso e ancora più lunare che nessuno, che so Polimeni o Ferrari, che invece a Forza Italia sono iscritti davvero non dicano nulla.

Le accuse di Talerico sono lunghe e articolate, ma il cuore arriva alla fine e cioè quando l’avvocato sottolinea l’obiettivo della sua nota: «Questa non è una polemica di cortile. ».

Il messaggio è chiarissimo, Occhiuto non può contare ad occhi chiusi nella sua scalata al partito su tutti i forzisti calabresi. Una scalata che ha subito in questi giorni una nuova frenata. Dopo le presentazioni del libro “Il coraggio di governare” a Roma, Cosenza e Milano, il tour si è per il momento bloccato. Forse a causa della discesa in campo di Paolo Berlusconi, mandato da Marina, a fare da mediatore nella faida interna del partito che alla famiglia del Cavaliere sembra sfuggita di mano. Antonio Tajani resiste, ha blindato buona parte dei territori e si prepara a dominare sulle liste dei candidati. Il confronto con Roberto Occhiuto nell’ufficio romano di Gianni Letta è finito male. Le parti si guardano in cagnesco.

Uno dei punti fermi della galassia Tajani è l’eurodeputato Fulvio Martusciello, sette volte candidato e sempre eletto, in due occasioni è risultato il più votato in Italia. Giusto per fare un esempio, il vulcanico parlamentare campano (che coprì Silvio nell’affaire Noemi Letizia) in occasione della festa di Confindustria giovani a Capri scrisse nella chat campana del partito che non sarebbe andato «Il programma davvero molto fiacco». Era il giorno degli interventi del ministro Paolo Zangrillo e del presidente Roberto Occhiuto. Sempre lui in una intervista al Corriere della Sera si vanta del fatto che «La Campania è l'unica regione di Forza Italia puramente Tajanea, senza sovrastrutture tipo la Calabria di Occhiuto».

La battaglia per la leadership di Forza Italia, allora, è tutt’altro che conclusa e si preannuncia aspra, a partire dalla composizione delle future liste elettorali. Se nel quadro si inserisce per la prima volta un dissenso interno per Occhiuto poi,  la strada rischia di farsi più in salita.