Per Lega e Noi Moderati la giunta in Calabria resta un miraggio: possono solo sperare nel Consiglio di Stato
La proposta di legge presentata dai capigruppo del centrodestra abolisce tutta la legge di modifica dello Statuto, compresa la parte che prevede l’allargamento dell’esecutivo. I due partiti possono solo augurarsi che la giustizia amministrativa accolga il ricorso della Regione contro il referendum
Lega e Noi Moderati non possono far altro che sperare nel Consiglio di Stato. Solo per via giudiziaria, difatti, possono ancora sperare in un posto in giunta, così come promessogli da Roberto Occhiuto ufficialmente il 5 ottobre di un anno fa. Il presidente in un comunicato stampa aveva detto che non appena si sarebbe proceduto all’allargamento della giunta regionale da sette a nove, un posto a testa sarebbe toccato a Lega e Noi Moderati. Poi, però, c’è stata la bagarre dei sottosegretari che ha ingarbugliato parecchio il quadro. Nel recepire la legge nazionale che aumenta i posti in giunta per le regioni sotto i due milioni di abitanti, il centrodestra ha infilato anche l’introduzione di due sottosegretari. Da qui le polemiche che tutti conoscono, arrivate fino all’indizione del referendum grazie all’azione giudiziaria del centrosinistra.
Per evitare la consultazione popolare, il centrodestra ha prima presentato ricorso al Tar, che è stato respinto, poi al Consiglio di Stato, nonostante il Tar abbia respinto il ricorso dicendosi non competente per materia.
A quel punto, vista la protesta contro il caro vita che sta montando in questi giorni in Calabria, per evitare che il referendum si trasformi in un voto di pancia dei calabresi, il centrodestra ha fatto una mossa populista. Ha presentato una proposta di legge abrogativa della norma che modificava lo Statuto. Attraverso di questa il referendum sarebbe inutile e i sette milioni di euro stanziati per lo svolgimento sono stati dirottati a misure di contrasto al caro carburante. In attesa di capire come verranno utilizzati i soldi destinati a questa misura, ovvero a quali categorie, va ricordato che il referendum intende abrogare tutta la legge di modifica dello Statuto regionale che introduce sia i sottosegretari sia gli ulteriori due posti in giunta. Non a caso il quesito referendario è il seguente: “Siete favorevoli al testo della legge statutaria recante ‘Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)’ approvato dal Consiglio regionale con seconda deliberazione il giorno 27 gennaio 2026 e pubblicato nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Calabria n. 9 del 3 marzo 2026?”. Il quesito quindi non riguarda solo l’introduzione dei sottosegretari, ma tutta la legge che ha modificato lo Statuto regionale, allargando anche la giunta. Il rischio allora è che Lega e Noi Moderati rimangano con un pugno di mosche in mano anche perché non hanno la forza politica per imporre ad Occhiuto di sbloccare il nodo giunta, nonostante gli appelli dei loro massimi esponenti nazionali. Allora non resta che sperare nei giudici del Consiglio di Stato che si pronunceranno il 15 ottobre.
Bisogna fare molta attenzione alle date. Il referendum infatti è fissato per il 29 di ottobre dalle 7 alle 22. Se il ricorso della Regione dovesse andare a buon fine allora il referendum non ci sarà e il centrodestra ritirerebbe immediatamente la legge presentata nell’ultimo consiglio regionale. Ricordiamo, infatti, che per questo tipo di legge è necessaria una doppia lettura ovvero una doppia approvazione. Se il Consiglio di Stato, però, dovesse respingere il ricorso la seconda approvazione ci sarà. I tempi allora di allargamento della giunta si allungherebbero ulteriormente con un rinvio davvero a data da destinarsi. A quel punto che faranno Lega e Noi Moderati?