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10/06/2026 ore 16.49
Politica

Piantedosi: «Strage di Amendolara mostra l’importanza di controllare l’immigrazione. La Bossi-Fini? Non c’entra nulla»

L’omicidio dei quattro migranti in Calabria al centro dell’intervento del ministro dell’Interno al question time alla Camera: «I presunti autori entrati in Italia prima del nostro stop a Schengen»

di Redazione Politica

«Il gravissimo delitto di Amendolara dimostra anche, una volta di più, l'importanza di un saldo controllo dell'immigrazione quale condizione preliminare e indispensabile per garantire che le esigenze del mercato del lavoro si realizzino nel rispetto, e non a scapito, della legalità, della sicurezza e dei diritti fondamentali dei lavoratori». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, al question time della Camera dei deputati.

«E voglio solo annotare - ha aggiunto - che i presunti autori sono entrati in Italia dal confine orientale nel 2018 e nel 2022, cioè prima che l'attuale Governo operasse la sospensione della libera circolazione di Schengen al confine orientale, in considerazione della situazione internazionale».

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Piantedosi: «In 3 anni entrati in Italia 100mila lavoratori regolari»

«Il Governo, in linea con la logica della programmazione, ha consentito l'ingresso regolare in Italia di circa 100mila lavoratori stranieri in tre anni», ha affermato Piantedosi, sottolineando che la Legge Bossi-Fini, «qualsiasi giudizio se ne voglia dare, non ha alcun rilievo rispetto ai tragici accadimenti di Amendolara. Infatti, tutti i cittadini stranieri coinvolti erano in possesso di un titolo di soggiorno che consentiva loro di prestare comunque un'attività lavorativa regolare».

«Il delta che si rileva tra le quote disponibili e i contratti sottoscritti - ha spiegato Piantedosi - attiene a vari fattori, tra cui la mancanza dei requisiti, rilevata all'esito dei controlli, e l'autonoma decisione delle parti di non fare ingresso in Italia o di non procedere alla stipula del contratto, nonostante le autorizzazioni rilasciate. Per ridurre questa specifica criticità il ministero dell'Interno ha promosso, con importanti associazioni di settore, mirati percorsi formativi nei Paesi di origine e transito».

Piantedosi: «346 arresti e 1.895 denunce per caporalato dal 2022»

«Dal 2022 ad oggi sono state effettuate 1.895 denunce e 346 arresti per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, ossia per condotte di caporalato», ha quindi precidsato il ministro dell'Interno.

«La natura complessa del lavoro agricolo che incrocia diversi ambiti di intervento - - ha rilevato Piantedosi - richiede una strategia integrata che stiamo attuando col ministero del Lavoro e dell'Agricoltura, e che va dalla gestione degli ingressi dei cittadini stranieri in Italia per lavoro stagionale, alla programmazione dei flussi, dalla tutela delle condizioni di lavoro all'efficientamento dei controlli ispettivi».

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«Il rafforzamento dei controlli - ha sottolineato il ministro - è una delle priorità del Governo, tanto che sono stati fatti investimenti che hanno permesso l'incremento del corpo ispettivo, passato dalle 3.983 unità del 2022, alle attuali 4.366. Frutto dell'assunzione durante il nostro governo di 1.396 ispettori. Nel triennio 2026-2028 - ha aggiunto - è prevista l'assunzione di ulteriori 300 unità e di 150 militari dell'Arma dei Carabinieri per la tutela del lavoro. Ciò ha contribuito in maniera determinante a raggiungere nel 2025 il numero di oltre 157 mila ispezioni avviate, a fronte delle 100 mila del 2022. Sono numeri mai raggiunti in passato. Ma soprattutto, grazie all'impegno del nostro Governo le sanzioni conseguenti sono praticamente raddoppiate rispetto a un decennio fa».