Ponte sullo Stretto, il cantiere (ancora) non c’è ma spuntano i maxi stipendi per i manager: tutte le cifre
Fanno discutere i 6 milioni di euro riservati ai 21 dirigenti della spa chiamata a rivitalizzare il mega progetto. Quattro hanno compensi superiori al limite di 240mila euro per fissato per le società pubbliche grazie a una norma approvata dal centrodestra
Il consiglio d’amministrazione è stato rinnovato da poco, con Pietro Ciucci al centro del progetto più contestato degli ultimi decenni. L’amministratore delegato ha ripreso il timone e annunciato un nuovo cronoprogramma per la realizzazione del Ponte sullo Stretto: cantiere al via nell’ultima parte del 2026. Intanto le nuove nomine hanno creato una frattura tra alleati in Calabria: Matteo Salvini non ha gradito la scelta – caldeggiata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto – del giovane professionista Marco Stasi nell’organo di governo della mega opera.
A discutere, però, negli ultimi giorni, sono i compensi destinati dalla società Stretto di Messina ai propri manager apicali. La Spa infatti conta quattro dirigenti con stipendi superiori al tetto dei 240mila euro previsto per le società pubbliche, grazie a una deroga introdotta da una norma approvata dalla maggioranza. Una scelta che ha contribuito a far salire il costo complessivo dei 21 dirigenti — erano 19 nel 2024 — a circa 6 milioni di euro, contro i 4,5 milioni registrati lo scorso anno.
I dati, aggiornati ai primi mesi del 2026, riguardano il costo del personale della società per azioni controllata dal ministero dell’Economia incaricata della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Numeri in costante crescita da quando, nel 2023, il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di riattivare la società interrompendone il percorso di liquidazione.
Attualmente la società conta 114 dipendenti, di cui 21 dirigenti e 93 funzionari, per un costo complessivo pari a 11,5 milioni di euro. Nel 2024, primo anno di effettiva operatività dopo il rilancio, i dipendenti erano invece 84 e il costo totale del personale si attestava sui 9 milioni. Sei dirigenti percepiscono stipendi superiori ai 200 mila euro annui; quattro di loro raggiungono compensi compresi tra i 260 e i 360 mila euro.
L’aumento dei costi e le deroghe ai limiti salariali si inseriscono in un quadro segnato dai continui rinvii dell’avvio dei cantieri. Secondo il ministro Matteo Salvini, la posa della prima pietra sarebbe dovuta avvenire inizialmente “nell’autunno del 2024”, poi “nella primavera del 2025”, successivamente entro “dicembre del 2025” e, secondo l’ultimo cronoprogramma annunciato, nell’ultimo trimestre del 2026.
Nodo centrale resta la delibera Cipess: una prima versione del provvedimento è stata di fatto respinta e non registrata dalla Corte dei conti. Il governo punta ora ad accelerare l’iter anche attraverso nuove norme approvate dal Parlamento e la nomina di commissari dedicati. Resta però aperta la questione della nuova delibera Cipess, che dovrebbe essere trasmessa alla Corte dei conti entro giugno per ottenerne la registrazione.
I compensi per i 21 dirigenti della Stretto di Messina spa
- Andrea Parrella 357.890,00
- Francesco Parlato 319.450,00
- Eugenio Fedeli 268.917,00
- Valerio Mele 265.457,36
- Edgardo Ugo Stefano Greco 239.425,00
- Giorgio Zavadini 212.342,41
- Ilaria Maria Coppa 199.576,49
- Maria Francesca Mattei 197.062,50
- Stefano Caroselli 191.760,25
- Achille Devitofranceschi 167.661,04
- Lorenzo Falciai 166.550,46
- Andrea Stefanoni 161.168,21
- Alessandro Micheli 154.825,36
- Agnese Leofreddi 149.502,02
- Omar Mandosi 122.706,47
- Marco Cerullo 110.080,00
- Pietro La Barbera 101.111,08
- Antonella Sannicandro 92.630,00
- Giorgio Micolitti 90.040,00
- Alberto Bitossi 57.500,00
- Raffaele Celia 53.888,58