Sezioni
Edizioni locali
30/01/2025 ore 16.42
Politica

Ponte sullo Stretto, interrogazione alla Commissione Ue: dubbi su rischio sismico, impatto ambientale e sostenibilità economica

Ventuno europarlamentari di M5s, Avs e Pd chiedono verifiche sulla conformità del progetto alle normative Ue. Evidenziata la mancanza di studi sull’erosione costiera, il rischio di dispersione di fondi pubblici e la scarsa trasparenza delle procedure

di Redazione Politica

Dubbi sulla sicurezza, impatti ambientali e sostenibilità economica del Ponte sullo Stretto arrivano all’attenzione della Commissione Europea. Ventuno europarlamentari italiani di M5S, AVS e PD, guidati da Pasquale Tridico, hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulla conformità del progetto alle normative Ue, evidenziando la mancanza di studi tecnici su rischio sismico, erosione costiera e interferenze con le aree protette Natura 2000.

Nel documento si sollevano preoccupazioni sulle deroghe autorizzative, sulla dispersione di risorse pubbliche e sul coinvolgimento delle comunità locali, con riferimento anche al ricorso al Tar del Lazio presentato dai Comuni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni. Gli europarlamentari chiedono inoltre alla Commissione una valutazione sul rapporto costi-benefici e sulla trasparenza del progetto, oltre a chiarimenti sull’eventuale utilizzo di fondi europei.

Ponte, Ciucci (Stretto di Messina) fiducioso ma “delude” Salvini: «Cantieri nel 2025. I costi? Serviranno 13,5 miliardi»

Ponte sullo Stretto, i dubbi degli europarlamentari

«Mancanza di studi tecnici sui rischi sismici, erosione costiera e interferenze con le aree Natura 2000». È la denuncia contenuta in un’interrogazione sul progetto del ponte di Messina rivolta alla Commissione Ue, firmata da Pasquale Tridico, capodelegazione M5s al Parlamento europeo, e da altri 20 europarlamentari italiani, dello stesso partito e di Avs e Pd. Nell’atto sono poi indicate la pericolosità delle «autorizzazioni in deroga» e la dubbia «sostenibilità economica» dell’opera, la cui costruzione «a fasi progressive – evidenziano i 21 parlamentari europei – potrebbe comportare dispersione di risorse pubbliche e squilibri territoriali, in contrasto con la strategia europea di continuità territoriale».

Ponte sullo Stretto, per il Ministero da rifare lo studio sismico per valutare «la stabilità e la sicurezza strutturale»

L’interrogazione riporta anche le forti preoccupazioni dei territori interessati, tra l’altro sfociate in un ricorso al Tar del Lazio dei Comuni di Reggio Calabria e Villa San Giovanni (Rc). In particolare, sono richiamati «rischi di incompiutezza, impatti socio-economici sulle comunità e deficit di trasparenza». Quindi, si chiede «alla Commissione europea se, alla luce della presenza di faglie sismiche, in particolare quella attiva denominata “Cannitello”, e dell’assenza di studi specifici sull’erosione costiera, ha svolto verifiche sulla conformità del progetto alle Direttive Ue». Inoltre, date le 239 prescrizioni imposte nell’autorizzazione Via-Vas, i 21 europarlamentari dell’area progressista domandano alla Commissione europea una valutazione sul rapporto costi-benefici dell’opera «rispetto ad alternative» più compatibili con il Green Deal; se sia stata interpellata «per l’utilizzo di fondi Ue»; quali iniziative «intenda adottare per monitorare la trasparenza, il coinvolgimento delle comunità locali e la salvaguardia dei diritti dei cittadini coinvolti».