Ponte sullo Stretto, Salvini in Senato: «Nessun arretramento». Ma il M5s ribatte: «Si pensi piuttosto ai treni al Sud»
Botta e risposta tra il ministro delle Infrastrutture e la parlamentare Di Girolamo, che incalza: «Sarebbe utile cancellare il progetto e destinare i fondi a un'opera di manutenzione straordinaria della rete del Mezzogiorno»
Scontro al Senato sul Ponte sullo Stretto durante il question time del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Da una parte il vicepremier ha ribadito la solidità del progetto, escludendo qualsiasi incertezza sul piano finanziario, europeo e progettuale; dall'altra il Movimento 5 Stelle ha contestato duramente l'opera, chiedendo di destinare le risorse al potenziamento della rete ferroviaria del Mezzogiorno.
«Al di là di qualsiasi falsa polemica, i fatti confermano come il Ponte, a detta di ingegneri italiani e di tutto il mondo, sia una grande opera strategica necessaria per concludere una rete che l'Europa ci richiede. A proposito di Europa, la Commissione ha ribadito da poco il valore strategico del Ponte sullo Stretto. Nessuna incertezza né sul fronte del finanziamento, né sul fronte europeo, né sul fronte della progettazione, nessun arretramento rispetto all'obiettivo di promuovere attraverso il Ponte una rinascita economica, infrastrutturale, trasportistica e anche turistica di tutto il Sud del Paese», ha dichiarato Salvini.
Di segno opposto la replica del Movimento 5 Stelle, affidata alla senatrice Gabriella Di Girolamo, capogruppo in Commissione Trasporti.
«Ogni volta che ascolto Salvini mi chiedo che colpa abbiano gli italiani ad avere un ministro che, di fronte alle criticità quotidiane denunciate ormai ogni giorno da pendolari, turisti e lavoratori, non muova un dito. E non solo: parla di qualunque cosa tranne che di quello di cui dovrebbe occuparsi», afferma la parlamentare.
Nel corso del question time, spiega Di Girolamo, il M5s ha chiesto al ministro «quali sono a oggi le linee di finanziamento certo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto e se non ritenga utile cancellare il progetto e destinare i fondi a un'opera di manutenzione straordinaria della rete del Mezzogiorno».
La senatrice ricorda inoltre che «la società del Ponte sullo Stretto dovrà restituire all'Unione europea oltre 12 milioni di euro, ottenuti per la progettazione esecutiva, a causa dello sforamento dei tempi massimi». Quanto alle coperture finanziarie, il Movimento 5 Stelle sottolinea che «il costo complessivo dell'opera è di 13,5 miliardi di euro e che, a oggi, le uniche risorse pubbliche accertate sono 1,6 miliardi sottratti ai Fondi di coesione di Sicilia e Calabria e 6 miliardi stanziati dalla legge di Bilancio 2025».
«Mentre uno si aspetterebbe risposte serie che vadano nella direzione auspicata da tutta Italia, Salvini continua su una strada che penalizza il nostro Paese, sul quale è sempre più necessario intervenire e investire in infrastrutture fondamentali per la crescita dei territori. Salvini, una volta per tutte, provi a prendere un treno e a occuparsi di quello che serve davvero agli italiani», conclude Di Girolamo.