Reddito di Cittadinanza, Tridico lo vuole nel programma del campo largo: «Cancellarlo una scelta crudele»
L'ex presidente dell'Inps attacca la riforma del governo dopo i dati sul sussidio e la “scomparsa” di 188mila persone dai radar statistici: «Sono i più poveri tra i poveri, lasciati senza aiuto». E rilancia la proposta al centrosinistra per reinserire la misura nel programma
A tre anni dalla cancellazione del Reddito di cittadinanza firmata dal governo Meloni, il bilancio dell'Inps sull'impatto della misura fa discutere. Se una quota di ex percettori ha trovato un impiego e un'altra è confluita nei nuovi strumenti (Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro), c'è una platea di 188mila persone finita fuori dai radar statistici. Uno scenario su cui si concentra la dura presa di posizione di Pasquale Tridico, eurodeputato del Movimento 5 Stelle ed ex presidente dell'istituto di previdenza.
L'attacco di Tridico: «Cancellati i più poveri tra i poveri»
Per il "padre" della misura pentastellata, quell'esercito di invisibili rappresenta un chiaro segnale di sofferenza sociale. «Sono i più poveri tra i poveri, gente che vive nella marginalità e che è stata cancellata in modo crudele dalla riforma del governo», evidenzia Tridico in una dichiarazione riportata da Open Online. Secondo l'ex vertice Inps, molti di loro sopravvivono oggi grazie a lavoretti saltuari o non regolarizzati, privati di qualsiasi paracadute pubblico. «La grande crudeltà è che se oggi prendi 300 euro al mese con un lavoretto, non c’è la possibilità di ricevere un aiuto per integrare il reddito. Con il reddito di cittadinanza, invece, avevamo fissato la soglia di 780 euro al mese, anche per chi un lavoro ce l’aveva», ricorda l'esponente M5s.
Povertà, trasparenza e l'appello al campo largo
Oltre alla perdita dei sostegni, Tridico solleva dubbi sulla trasparenza nei monitoraggi dei flussi di spesa e richiama l'attenzione sulle stime Istat che contano quasi 6 milioni di italiani in povertà assoluta. Elementi che, a suo avviso, confermano i limiti del nuovo corso. Da qui l'invito alle forze progressiste: «Se il reddito di cittadinanza andrebbe inserito nel programma del campo largo? Assolutamente sì. Dobbiamo pensare a lavoratori poveri e occupabili che sono rimasti senza strumento di sostegno», sintetizza Tridico.
I numeri del report Inps e le tesi contrapposte
I dati evidenziano che su 582mila ex beneficiari occupabili del Rdc, solo il 15% ha ottenuto il Supporto per la formazione e il lavoro, mentre un terzo è risultato irreperibile nei database. Tra le cause ipotizzate figurano gli stringenti vincoli formativi, l'importo ridotto dell'assegno (350 euro) e il possibile ricorso al lavoro sommerso.
Una lettura, quest'ultima, interpretata in chiave opposta da Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Pur definendo il dato sui 188mila un elemento meritevole di attenzione, De Luca difende l'operato dell'esecutivo: la temuta "bomba sociale" non si è verificata, il mercato dell'impiego ha toccato numeri record e la stretta sui sussidi ha ridotto la sovrapposizione tra aiuti statali e attività irregolari.