Sezioni
Edizioni locali
14/08/2026 ore 09.31
Politica

Reddito di merito, la corsa ad ostacoli per prendere il bonus voluto da Occhiuto: tutto quello che c’è da sapere

Importo, procedure e contraddizioni nella misura annunciata nella scorsa campagna elettorale dal governatore calabrese: tra test e vincoli, la platea potrebbe essere ristrettissima. Intanto parte la corsa alle risorse per il prossimo anno (non ancora individuate)

di Francesco Rende

Un reddito di merito per gli studenti universitari calabresi, un sussidio sganciato e che si può aggiungere alle borse di studio per rendere più attrattivi gli atenei della regione ed evitare la fuga dei cervelli: quando nella scorsa campagna elettorale il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, allora candidato, presentò questa misura ebbe un enorme successo mediatico. Giornali nazionali, tg, opinione pubblica accolsero con favore questo sostegno: a poche settimane però dal nuovo anno accademico, come funzionerà questa misura? Facciamo un piccolo spoiler a inizio articolo: ottenerlo sarà una corsa ad ostacoli, tanto che c’è il rischio concreto che possa anche non spendersi tutto il plafond.

Reddito di merito, 15 milioni di euro per gli studenti calabresi

Partiamo dal principio, ovvero lo stanziamento iniziale. Per questa misura, un assegno mensile variabile (500, 750 e 1000 euro gli importi), la dotazione per il primo anno è di 15 milioni di euro: una cifra che sembra considerevole, ma che poi è poca cosa se si fanno due calcoli. Dividendo infatti la cifra per 12 (il numero di mensilità annuali) e poi per 500, ovvero almeno l’importo minimo, ne deriva che a poter usufruire di questa sarebbe un numero massimo di 2500 studenti: una cifra davvero irrisoria, se si calcola che il requisito non è ristretto ai nuovi iscritti ma a tutti gli studenti immatricolati negli atenei calabresi e che nel 2024/2025 gli immatricolati in generale sono stati più di 40mila. Andiamo però nel dettaglio della misura.

Il soggetto gestore di questa misura, definito da apposita convenzione, è l’Università della Calabria: la Regione erogherà questi fondi all’Unical, che gestirà anche lo strumento di pagamento (una carta prepagata) che verrà poi utilizzato dagli studenti di tutti e tre gli atenei. Non ci sono verifiche reddituali per poter accedere al beneficio (non è supporto al diritto allo studio come le borse, quindi niente ISEE) ma al momento non ci sono neanche limitazioni su cosa si possa acquistare o meno: se siamo abituati a strumenti come social card, carte docenti e altri, che limitano quali sono le categorie merceologiche che si possono acquistare, in questo caso sono soldi che vanno direttamente sul conto e diventano liquidità da spendere. Lo studente potrà quindi (almeno allo stato attuale) farci tutto: pagare affitti (senza verifiche sui contratti regolari o meno degli immobili), acquistare libri, andarci a mangiare fuori o giocare una scommessa sportiva, oppure prelevarli e spenderli come più preferisce.

Dalla media voto agli esami sostenuti, ecco i requisiti per ottenere il reddito di merito

Per poter dire come poter ottenere il reddito di merito, abbiamo studiato a fondo tutti e tre gli avvisi pubblici emanati dalle università calabresi: sono sostanzialmente identici (la convenzione infatti è unica), cambiano solo le date per le domande e le piattaforme per la richiesta. Il primo scoglio è quello relativo ai requisiti per ottenere il sussidio: se si è già iscritti ad uno degli atenei calabresi (secondo o terzo anno di corso) il requisito fondamentale è che si siano già sostenuti con successo tutti gli esami dell’anno precedente e con almeno la media del 27: il parametro ha già scatenato diverse polemiche soprattutto tra gli studenti delle facoltà STEM (materie scientifiche e mediche) nei quali essere in linea con gli esami e con una media molto alta è missione davvero ardua, proprio per la natura e la complessità degli stessi insegnamenti.

Se si richiede il requisito per il primo anno di magistrale, la questione è ancora più complessa: bisogna essersi laureati entro la chiusura dei tre anni (quindi al massimo entro il 31 ottobre dell’ultimo anno di corso) perché il bando è esplicito: ci si deve iscrivere alla magistrale senza soluzione di continuità e con un voto di almeno 108/110. Chi vorrà fare percorsi di tesi sperimentali, vorrà approfondire argomenti o portare avanti lavori di ricerca sul campo è avvisato: nessun reddito di merito per loro.

Reddito di merito e borse di studio, parte la sfida alla fuga dei cervelli ma la Calabria rischia la beffa: ecco perché

Il voto di diploma, un test a parte e il fatidico 10%: ecco come le matricole possono avere il reddito di merito

Ancora più complesso, per una matricola, accedere al reddito di merito. Il primo parametro di inclusione o esclusione è il voto di diploma: se non si è conseguito almeno un voto di 95/100, nessuna possibilità di accedere al reddito di merito. Stessa cosa per eventuali anni sabbatici: il merito non contempla pause e interruzioni, quindi o idee chiare o niente reddito.

Non basterà questo, però: una volta iscritti ad un Corso di Laurea (e dopo avere molto spesso già sostenuto un TOLC, ovvero un test di ingresso propedeutico) sarà obbligatorio iscriversi a un altro TOLC, dal costo di 35 euro (spese per i diritti concorsuali) per poter partecipare alla lotteria del reddito di merito. E no, non stiamo scherzando, ma qui il merito assume davvero i tratti della lotteria: non basterà superare il test, ma riceveranno il reddito di merito per il primo anno solo il miglior 10% tra coloro che avranno sostenuto i test.

Quindi, riepiloghiamo: per le matricole almeno 95/100, un test di sbarramento e classificarsi nel miglior 10%. Una vera e propria corsa ad ostacoli, insomma, se si vuole essere meritevoli di reddito, ma soprattutto una misura ben diversa e soprattutto decisamente meno inclusiva rispetto a quanto raccontato in campagna elettorale. E se le famiglie degli studenti calabresi l’avevano immaginata come una salvezza o comunque un validissimo supporto per poter permettere ai figli di studiare, probabilmente dovranno ricredersi: sarà davvero difficile accedere e far parte dell’elite dei meritevoli del reddito.

Occhiuto lancia il “reddito di merito”: mille euro al mese per chi studia in Calabria

Il reddito di merito nei prossimi anni: manca ancora la copertura

C’è inoltre un interrogativo che emerge analizzando con attenzione le (poche) carte disponibili su questa misura: pur essendo stata presentata come una misura strutturale, attualmente è prevista una copertura solo per il primo anno. Sono infatti stati stanziati 15 milioni (cifra che, seppur bassa, rischia comunque di restare non spesa alla luce dei tanti paletti previsti) ma che riguardano solo la prima annualità: resta un grosso interrogativo su quali saranno i capitoli sui quali andrà finanziata la misura. È quasi impossibile che si possano utilizzare fondi europei del PR 21-27, per i vincoli presenti e per le modalità di spesa: troppi i parametri che non possono essere superati, se non attraverso una robusta riforma e modifica. Allo stesso tempo, bisognerà capire la spesa effettiva per verificare se saranno utilizzati fondi di bilancio regionale o quali soluzioni si troveranno: la partita è apertissima e gli uffici sono al lavoro per trovare una soluzione, che però attualmente pare molto lontana.

Una cosa è certa: nemmeno un anno fa, con l’ausilio di una lavagnetta, l’allora candidato Roberto Occhiuto presentava questa riforma ai calabresi come una grande possibilità. Mille euro per i neodiplomati con 100, almeno 500 euro per chi aveva la media del 27 e la frase “studiare in Calabria conviene di più”. A patto che tra balzi, test, medie ed esami si riesca a vincere la gran lotteria del reddito di merito.