Referendum, in Calabria ha vinto il No ma Forza Italia fa finta di niente e Occhiuto pensa ad aumentare le poltrone
La sconfitta complica il piano di conquista del partito nazionale visto che i voti sono mancati nelle nostra regioni e in Sicilia. Dalla Cittadella nessun commento al voto: presidente e assessori, timidi in campagna elettorale, si occupano di incarichi e strapuntini per la giunta
Se nel Governo Meloni dopo il referendum è arrivata l’ora della resa dei conti, nel Governo Occhiuto pare non si sia mai votato. Il presidente della giunta regionale che nei giorni precedenti al voto si era lanciato in alcuni reel a favore del Sì, non ha rilasciato nessun commento sulla schiacciante vittoria dei No in Calabria. Eppure i contrari alla riforma hanno prevalso nettamente, anche e soprattutto in provincia di Cosenza dove sono residenti lo stesso Occhiuto e il signore delle preferenze, Gianluca Gallo che solo una settimana prima aveva vinto le Provinciali a Cosenza.
Se nel Governo si è aperta la caccia ai responsabili, a Catanzaro si va avanti come nulla fosse. La Meloni ha deciso di impugnare la ghigliottina e tagliare le teste di indagati e di coloro che si sono dimostrati inadeguati al ruolo. In Calabria no. Ieri a Reggio Calabria la conferenza dei capigruppo si è occupata di un tema fondamentale per il futuro dei calabresi ovvero l’allargamento della giunta e l’introduzione dei due nuovi sottosegretari. Insomma si va avanti come nulla fosse.
Nessuno, a livello, locale ha chiesto conto dello scarso attivismo di Forza Italia. Possiamo capire l’imbarazzo dello stesso Roberto Occhiuto, dovuto alla sua posizione di indagato a Roma e alla Procura della Repubblica di Catanzaro. Ma come mai l’assessore Gallo, recordman di preferenze, non ha organizzato alcuna iniziativa sul territorio? Eppure ricopre anche il ruolo di segretario provinciale nel partito. E gli altri assessori? Possibile che hanno preso sottogamba l’appuntamento referendario?
Così come il voto nazionale è stato un segnale di protesta verso il Governo nazionale, la vittoria schiacciante del No in Calabria potrebbe essere un segnale altrettanto preoccupante per il centrodestra calabrese. Abbiamo già raccontato dell’episodio che ha visto protagonista lo stesso Occhiuto al seggio, con una signora che lo ha contestato non sul referendum, bensì sulla condizione della sanità. Anche i commenti sulla pagina Instagram del Presidente sotto i reel di natura referendaria sono molto critici. Certo i social fanno parte del mondo virtuale e molti di coloro che scrivono poi non vanno nemmeno a votare.
Dietro la bolla social però c’è la politica. E il voto di domenica e lunedì scorso complica ancora di più i piani di Occhiuto e il suo tentativo di conquistare la leadership nazionale di Forza Italia. La Lega, ad esempio, sottolinea come il Sì abbia vinto nelle uniche tre regioni guidate dal Carroccio, rimandando a Forza Italia le ragioni della sconfitta. I voti sono venuti meno soprattutto al Sud, nelle regioni guidate dagli Azzurri, quindi Calabria e Sicilia.
L’altro giorno il coordinatore nazionale degli Azzurri, Antonio Tajani, ha organizzato una riunione dei vertici del partito con i quattro vicesegretari (fra cui Occhiuto), i capigruppo di Camera e Senato, i rappresentanti del Sì come Giorgio Mulè, uno dei pochi ad uscire con un'immagine positiva dello tsunami referendario. Il ragionamento portato avanti dai fedelissimi di Tajani è che la sconfitta è stata pesante per tutti non solo per il segretario. Ma lo è stata di più nelle regioni dove c’era chi voleva candidarsi alla sua successione tipo i Governatori di Calabria, Piemonte e Sicilia. Occhiuto si è difeso dicendo che il tema non accendeva i cuori della gente di centrodestra. «Facciamo nostre le battaglie che interessano le persone - secondo quanto riportano alcune cronache - dalle tasse al carovita». Forse per questo tornato in Calabria ha pensato di dedicarsi a poltrone e strapuntini. Non solo nuovi assessori e due sottosegretari, ma anche la possibilità di assegnare un componente della sua struttura nelle sedi di rappresentanza della Regione a Roma e Bruxelles. Chi sarà il fortunato, o la fortunata, che andrà in Belgio a prendersi una bella indennità per svolgere le sue funzioni all’estero? Chissà.
La Meloni in un pomeriggio ha tirato le somme di tre anni e mezzo di un governo che sembrava invincibile, Occhiuto le tirerà? E, soprattutto, cambierà rotta politica come è costretta a fare la Meloni?