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01/04/2026 ore 12.09
Politica

Riforma sul diritto alla studio in Calabria, il rettore dell’Unical Greco: «Svolta attesa da anni, ottimo lavoro della Regione»

L’ateneo di Rende accoglie con favore la riforma approvata in consiglio regionale: «Superata la fase straordinaria, ora programmazione e tempi certi per gli studenti»

di Redazione Politica

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato una nuova legge sul diritto allo studio universitario, con l’obiettivo di definire in modo più organico criteri, risorse e modalità di intervento a favore degli studenti. Il provvedimento interviene su un ambito che negli ultimi anni è stato sostenuto anche attraverso misure straordinarie, che introdurrebbe un quadro più stabile e programmato.

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Molto favorevole si è detto il rettore dell’Unical Gianluigi Greco: «Questa legge mette nero su bianco ciò che finora è stato garantito grazie a sforzi straordinari - commenta il rettore - trasformandolo finalmente in un impegno stabile e programmato. Per questo l’Unical guarda con favore al lavoro svolto dalla Regione, che ha raccolto una necessità degli atenei e degli studenti e ha contribuito a sollevare le università da una pressione finanziaria e organizzativa che non poteva più essere affrontata solo in via straordinaria».

«Desidero esprimere un ringraziamento sincero e convinto alla Regione Calabria e al Consiglio regionale - ha dichiarato ancora il Rettore - per avere raccolto una questione che per noi non è mai stata soltanto tecnica, ma profondamente sociale. Con questa legge la Regione compie una scelta importante: assume in modo più chiaro e ordinato una responsabilità decisiva per il futuro degli studenti e per la credibilità del sistema universitario calabrese».

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«Per uno studente – aggiunge Greco – ricevere i sostegni nei tempi utili all’avvio dell’anno accademico significa poter programmare davvero la propria vita universitaria. Significa restituire al diritto allo studio la sua funzione originaria: non un rimborso tardivo, ma uno strumento concreto per rendere possibile l’accesso e la permanenza all’università. E significa anche rafforzare l’attrattività del sistema universitario calabrese, evitando che l’incertezza sul sostegno economico continui a pesare sulle scelte di chi deve decidere dove iscriversi».