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19/02/2026 ore 16.24
Politica

Rimborsi sospetti per auto blu, Occhiuto: «Stop alle falsità. In questi anni ho gestito 15 miliardi di euro, altro che 3.800»

In un video pubblicato sui social il presidente della Regione parla di «gogna mediatica» e poi aggiunge: «I calabresi hanno capito che il loro presidente è una persona perbene»

di Redazione

«Stop alle falsità. In questi anni ho gestito 14-15 miliardi di euro, altro che 3.800 euro». Lo afferma il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in un video pubblicato sui social, nel quale respinge le accuse e parla di «gogna mediatica».

«Facciamo vedere pure che sto in forma – esordisce – perché tra le varie fake hanno anche detto che stavo morendo, che avevo problemi di cuore. Sto benissimo. Oggi non vi parlo del ciclone, per fortuna c’è il sole, ma di un altro ciclone: la gogna mediatica».

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Il governatore mostra alcuni articoli stampati e disposti su un tavolo, definendoli «gli ingranaggi della gogna». Ricorda i titoli comparsi nei mesi scorsi – «Bufera giudiziaria sulla Regione Calabria», «Ciclone giudiziario» – e li bolla come «tutte falsità», ribadendo di non avere mai commesso illeciti penali.

Nel mirino del presidente anche un titolo in prima pagina de Il Fatto Quotidiano: «Truffa sui rimborsi dell’auto, Occhiuto indagato a Roma, accertamenti su 3.800 euro». «Falso – replica – non ho mai commesso alcun illecito, nemmeno di questo genere».

Occhiuto contesta inoltre alcune ricostruzioni circolate online. «Un week end a Cortina d’Ampezzo a gennaio 2024? Falso, non ci sono mai stato. Preferisco Camigliatello Silano, che è bellissimo», afferma, invitando ironicamente il presidente del Veneto a visitare la località calabrese. «Assunta la figlia in Regione? Falso. Mia figlia studia all’università a Roma». Conferma invece che l’auto elettrica privata sia stata usata dal figlio: «È vero, ma un’auto privata la si può usare come si vuole».

Il presidente denuncia poi la diffusione di insulti sui social e annuncia di avere presentato «410 querele contro i leoni da tastiera», preannunciando anche azioni civili per il risarcimento dei danni.

«Ho fatto il conto – aggiunge – in questi anni ho gestito 14-15 miliardi di euro. Se non fossi stato una persona perbene, altro che 3.800 euro». E conclude: «Resisto alla gogna mediatica. Ho dimostrato di avere coraggio quando ho sciolto la Regione e mi sono ricandidato. I calabresi hanno capito che il loro presidente è una persona perbene. Non mi faccio fermare. Adesso buttiamo via queste fesserie e andiamo a lavorare sui problemi della Calabria».

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