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07/06/2026 ore 11.55
Politica

Rinnovabili, Occhiuto: «Il Sud produce energia pulita ma non ne incassa i vantaggi, servono i prezzi zonali»

Al Corriere della Sera il presidente della Regione Calabria critica il mercato elettrico italiano: «I benefici della nostra produzione vedono i propri risvolti al Nord, dove pagano bollette più basse»

di Redazione

Il Mezzogiorno produce una quota crescente di energia da fonti rinnovabili, ma non riesce a beneficiare pienamente dei vantaggi economici legati a questa produzione. È il tema rilanciato dal presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto, che in un'intervista al Corriere della Sera ha puntato l'attenzione sui meccanismi che regolano oggi il mercato elettrico italiano e sulla necessità di introdurre il cosiddetto prezzo zonale.

Secondo Occhiuto, l'attuale sistema di formazione del prezzo dell'energia penalizza territori come la Calabria, che contribuiscono in maniera significativa alla produzione di energia pulita. «Il Sud non beneficia in pieno dei prezzi bassi dell'energia pulita che genera. Oggi in Italia il mercato dell'energia è legato a meccanismi discutibili», ha affermato.

Nel dettaglio, il governatore calabrese ha spiegato che il prezzo dell'energia elettrica continua a essere determinato dall'ultima fonte necessaria a soddisfare la domanda complessiva: «Noi agganciamo il prezzo dell'energia elettrica all'ultima centrale che chiude lo scarto tra domanda e offerta, dunque spesso lo colleghiamo al gas. Che è più caro». Un sistema che, a suo giudizio, produce effetti distorsivi anche per consumatori e imprese. «Facciamo pagare di più l'elettricità a imprese e famiglie perché così si incentivano le rinnovabili, che producono energia a costi più bassi e infatti con questo meccanismo generano margini molto elevati per i produttori».

Da qui la richiesta di una riforma che introduca tariffe differenziate in base alle caratteristiche produttive dei diversi territori. «Questo approccio si scontra con la mancata realizzazione del prezzo zonale, cioè di un sistema di tariffe che siano diverse nelle varie regioni o aree del Paese a seconda del costo medio locale dell'energia», ha sottolineato.

Occhiuto ha richiamato anche l'esperienza diretta della Calabria, una delle regioni italiane con la maggiore presenza di impianti eolici. «Nella mia regione ci sono tanti parchi eolici – ha sottolineato –. Qualche tempo fa ho portato degli imprenditori in visita per investimenti nel turismo, ma mi hanno detto che non ritenevano interessanti certi siti proprio per la presenza delle turbine eoliche». Una considerazione che, secondo il presidente, evidenzia come i territori che ospitano gli impianti debbano poter ottenere un ritorno concreto dagli investimenti nelle rinnovabili.

«Noi diamo i permessi per quegli impianti perché è giusto. Ma lo faremmo con più entusiasmo e velocità se ci fossero i prezzi zonali. Se cioè fossero le famiglie e le imprese calabresi a poter beneficiare dei costi più bassi dell'energia», ha aggiunto.

Per il presidente della Regione Calabria, la riforma rappresenterebbe anche uno strumento di sviluppo economico e di attrazione degli investimenti. «La riforma dei prezzi zonali è rimasta bloccata, quando potrebbe diventare un fattore di attrazione degli investimenti nelle aree a prezzo dell'energia più basso».

Nella sua analisi, Occhiuto ha infine evidenziato quello che considera un paradosso del sistema attuale, sostenendo che i benefici della produzione energetica del Sud finiscono per essere distribuiti soprattutto ad altre aree del Paese: «È l'unica perequazione riuscita fra Nord e Sud: grazie all'energia rinnovabile prodotta a Sud, il Nord gode di bollette un po' più basse». Una situazione che, secondo il governatore, dovrebbe essere riequilibrata almeno in parte. «Non dico che noi dovremmo trattenere localmente tutto il beneficio di costo del solare e dell'eolico, che è un 30% sul prezzo della borsa elettrica, ma almeno il 15% sì», conclude il governatore della Calabria.