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11/10/2026 ore 10.00
Politica

Roberto Occhiuto si prende la scena nazionale, ma chi governa la Calabria?

Dal libro presentato a Roma alla convention di Forza Italia a Milano, dieci giorni fra incontri e televisioni. Intanto le famiglie affrontano salari bassi e rincari e gli autotrasportatori confermano cinque giorni di fermo. La questione è la guida politica della regione

di Redazione Politica

Il 30 settembre Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, presenta a Roma Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle, dialogando con il giornalista David Parenzo. Nella stessa giornata interviene a Mattino Cinque, su Canale 5, sollecitando un rinnovamento del partito. Comincia da qui una sequenza di appuntamenti che intreccia promozione editoriale e iniziativa politica nazionale.

Il 1° ottobre è a Start, su Sky TG24, dove parla di legge elettorale e durata della legislatura. Il giorno successivo il quotidiano Il Foglio ricostruisce anche il confronto con Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, mediato dall’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, e un intervento a Un giorno da pecora, su Rai Radio 1. Il 2 ottobre segue un altro incontro romano con Tajani e Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione. In Calabria, nella stessa giornata, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo incontra gli agricoltori in protesta a Spezzano Albanese.

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Il ritorno in Calabria, poi di nuovo Milano

Il 5 ottobre Occhiuto interviene a Reggio Calabria sul turismo e partecipa ai lavori del Consiglio regionale, che approva su sua proposta 15 milioni di euro contro il caro carburanti, rinviando alla Giunta criteri e modalità dei contributi alle imprese. Nella stessa seduta viene respinta la richiesta di Vincenzo Bruno, consigliere di opposizione del gruppo Tridico Presidente, di inserire una mozione sugli aiuti urgenti alle aziende e sul confronto con i rappresentanti dei presìdi di protesta.

L’assemblea approva inoltre in prima lettura l’abrogazione della riforma dello Statuto che consentiva due sottosegretari alla presidenza e l’aumento da sette a nove degli assessori. Un distinto provvedimento sospende l’esecutività del decreto relativo al referendum confermativo del 29 novembre, richiesto dalle opposizioni proprio per sottoporre quella riforma al giudizio dei calabresi.

Il 6 ottobre il presidente partecipa all’apertura dei primi 22 ambulatori dell’ospedale della Sibaritide, a Corigliano-Rossano, e presenta il libro al teatro Rendano di Cosenza. Il 7 ottobre, alla Cittadella di Catanzaro, l’assessore regionale Antonio Montuoro incontra Fedralog Calabria, l’associazione delle imprese di trasporto e logistica: il confronto porta alla previsione di una consulta tecnica, ma non al ritiro del fermo annunciato.

L’8 ottobre Occhiuto presenta il volume alla libreria Rizzoli di Milano e in serata partecipa a Dritto e rovescio, su Rete 4, condotto da Paolo Del Debbio. È anche il giorno in cui la Camera approva definitivamente la nuova legge elettorale nazionale. Interpellato su un possibile incontro con Marina Berlusconi, figlia del fondatore di Forza Italia, dichiara: «Ho veramente rispetto per Marina Berlusconi, ma quello che faccio lo faccio perché lo penso», rivendicando l’autonomia della propria iniziativa politica.

Il 9 ottobre viene diffusa l’intervista a Claudio Brachino per Primo Piano, rubrica dell’agenzia Italpress. Occhiuto partecipa inoltre alla manifestazione nazionale di Forza Italia «L’ottimismo della volontà», a Milano, in programma fino a domenica 11. Nello stesso giorno Fedralog conferma il fermo degli autotrasportatori dal 16 al 20 ottobre: cinque giorni di mobilitazione, con possibili conseguenze su consegne e approvvigionamenti.

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La domanda che resta senza una risposta convincente

Questa cronologia restituisce l’immagine di un presidente impegnato a rafforzare il proprio profilo nazionale. La concentrazione degli appuntamenti, proprio mentre cambia la legge elettorale, suggerisce una precisa strategia di posizionamento politico. Non dimostra accordi sul calendario parlamentare o una regia esterna, ma rende evidente l’investimento di Occhiuto sul futuro di Forza Italia.

Il problema è quale guida riceva, nel frattempo, la Calabria. Gli incontri e gli stanziamenti regionali esistono; la mobilitazione prosegue perché le imprese li considerano insufficienti. E fuori dai presìdi resta una sofferenza sociale che investe chi lavora, chi cerca un’occupazione e chi deve sostenere una famiglia.

Nei dati 2024 dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, la Calabria è ultima per retribuzione media annua lorda dei dipendenti privati, esclusi agricoltura e lavoro domestico: 15.880 euro contro i 24.486 della media italiana, comprendendo anche occupazioni parziali e discontinue. Su questa debolezza pesano i rincari: le stime nazionali dell’Istituto nazionale di statistica per settembre 2026 indicano prezzi in crescita del 4,2% annuo, energetici del 22,3% e alimentari non lavorati del 5,5%. Bollette, gasolio, benzina e spesa quotidiana incontrano bilanci familiari già fragili.

Ma la Calabria chi la governa? La domanda riguarda la capacità di dare una direzione comune alle risposte, trasformare le risorse in aiuti tempestivi e portare al governo nazionale il peso di un’emergenza che supera le competenze regionali. Presidente, Giunta e maggioranza devono rendere riconoscibile questa responsabilità, mentre il Consiglio dovrebbe dedicare alla crisi sociale almeno la stessa intensità politica riservata agli assetti del potere regionale.

Occhiuto ha diritto di coltivare ambizioni nazionali. I calabresi hanno diritto di vedere governato il proprio presente. Il suo libro si intitola Il coraggio di governare: la Calabria è il luogo in cui quel titolo deve trovare dimostrazione.