Sacal, Scutellà attacca: «Più poltrone nel Cda? Servono trasparenza e motivazioni, non mantenere equilibri politici»
Per la capogruppo del M5S il cambio di governance della società rischia di rispondere a logiche politiche più che industriali. Il Movimento annuncia controlli su compensi, spesa pubblica e rispetto delle norme vigenti
«La convocazione dell’Assemblea dei soci della Sacal per il prossimo 23 luglio, chiamata a deliberare il passaggio da un amministratore unico a un consiglio di amministrazione a tre membri, impone una riflessione profonda e rigorosa. Il nostro compito è garantire che questa transizione risponda a reali esigenze industriali e non a dinamiche di posizionamento politico».
Lo dichiara in una nota la Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, Elisa Scutellà.
«Da tempo la maggioranza di centrodestra rivendica con forza i successi gestionali di Sacal, descrivendola come un modello vincente che ha saputo registrare numeri record in termini di passeggeri e bilanci in attivo. Davanti a questo scenario, sbandierato con orgoglio dal presidente Occhiuto, il cambiamento dell'attuale formula appare decisamente contraddittorio. Se l’assetto attuale si è dimostrato così efficace come mai viene modificato e allargato? Fermo restando che ogni modifica deve essere supportata da motivazioni tecniche oggettive non vorremmo che si tratti di necessità di bilanciamento politico di potere».
«Il passaggio a un organo collegiale comporta un aumento strutturale dei costi di governance – continua Scutellà –. Per questa ragione, annunciamo sin d'ora che attenzioneremo con estremo rigore ogni singolo passaggio di questa riforma. In particolare, monitoreremo: la quantificazione dei compensi e pretenderemo che la scelta di abbandonare l'amministratore unico sia supportata da una motivazione analitica e dettagliata, così come espressamente richiesto dalla legge. Su questi delicati passaggi ricordiamo che vigila non solo il Consiglio regionale, ma anche una rete di organi di controllo esterni, a partire dalla Corte dei Conti. Qualsiasi incremento ingiustificato della spesa o violazione dei vincoli di spending review verrebbe immediatamente sottoposto al vaglio della magistratura contabile. La gestione del denaro pubblico esige rigore e trasparenza.
Ogni risorsa va investita per sanare i cronici ritardi dei nostri trasporti, non per moltiplicare le poltrone».