Salvini al Vinitaly: «Il 2026 sia l’anno del lavoro. Calabria protagonista tra vino, cantieri e grandi opere»
Il vicepremier fermandosi allo stand “Calabria Straordinaria”: «La Statale 106, dopo anni di promesse, ha finalmente gli operai al lavoro. L’autostrada, gli aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia: interventi concreti, non annunci»
Dalla diplomazia internazionale al caro energia, fino alle grandi opere che attraversano il Mezzogiorno: è una visione politica a tutto campo quella che Matteo Salvini consegna alla stampa dal cuore del Vinitaly, fermandosi allo stand “Calabria Straordinaria" insieme all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo. Un intervento che intreccia identità produttiva e strategia economica, con un messaggio chiaro: sostenere chi lavora la terra oggi significa difendere il futuro del Paese. «Sono venuto a ringraziare i viticoltori e gli agricoltori italiani - calabresi, liguri, veneti e siciliani - che portano avanti una cultura, oltre che un business fondamentale», afferma Salvini, spostando poi lo sguardo oltre i confini nazionali: «Chi costruisce guerre dovrebbe fermarsi: non sono le armi, ma la diplomazia a dover risolvere i conflitti».
Energia e costi: la sfida immediata
Il nodo più urgente resta quello economico. Il vicepremier rivela un confronto diretto con il Ministero dell’Economia per contenere l’impatto dei rincari su un comparto già sotto pressione: «Stiamo lavorando per bloccare l’aumento dei prezzi di luce, gas e carburanti per pescatori, agricoltori e produttori. Così com’è, rischia di essere insostenibile». Poi l’affondo all’Europa, con una linea politica netta: «Se Bruxelles ci lascia usare le risorse per aiutare gli italiani, bene. Altrimenti lo faremo comunque».
Cantieri e infrastrutture: la Calabria al centro
Ma è sul terreno delle infrastrutture che Salvini rilancia con forza, legando sviluppo e occupazione: «Oggi abbiamo 22 miliardi di cantieri aperti. La Statale 106, dopo anni di promesse, ha finalmente gli operai al lavoro. L’autostrada, gli aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia: interventi concreti, non annunci». Una visione che punta a trasformare la Calabria in snodo strategico del Sud, attraverso un sistema integrato di mobilità e investimenti.
Il Ponte e l’Alta Velocità: «Siamo pronti»
Il passaggio più politico arriva sul dossier simbolo: il Ponte sullo Stretto. «Ci lavoro da quasi quattro anni. L’impresa è pronta, il progetto è di livello mondiale. Spero che nessuno si metta di mezzo: il 2026 deve essere l’anno del lavoro». Per Salvini, il Ponte non è un’opera isolata ma «un acceleratore di sviluppo» capace di moltiplicare investimenti, turismo e occupazione su entrambe le coste. In parallelo, rivendica un risultato strategico: «Quando sono arrivato al ministero non c’era progettazione per l’Alta Velocità fino a Reggio Calabria. Oggi c’è. E lo stesso vale per gli interventi sulla Statale 106: finanziamenti e progettazione sono finalmente realtà».
Calabria, vetrina e laboratorio
Nel contesto del Vinitaly, la Calabria si presenta non solo come vetrina di eccellenze enogastronomiche, dai vini ai liquori e fino al racconto identitario del territorio, ma come motore di una visione più ampia: quella di un Sud che prova a uscire dalla marginalità per diventare protagonista. E in questo racconto, tra calici e cantieri, Salvini traccia una linea politica precisa: sviluppo, infrastrutture e tutela del lavoro come architravi di una nuova stagione.