Sanità Calabria, Pd: «Curarsi a debito è vergogna nazionale, fallimento della destra»
Secondo i dem, il Piano di rientro ha peggiorato la situazione sanitaria in Calabria. Il senatore Irto: «Inaccettabile che 100mila calabresi abbiano dovuto chiedere prestiti per curarsi»
«È inaccettabile che nel 2025 quasi 100mila persone in Calabria abbiano dovuto chiedere prestiti per potersi curare». Così il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, commenta con durezza i dati dell’indagine Facile.it-mUp Research sulla sanità nella regione.
Secondo lo studio, il 79% dei calabresi ha fatto ricorso almeno una volta alla sanità privata, con prestiti medi di oltre 5.500 euro per visite, esami e cure. «Ciò certifica un fallimento politico e istituzionale gigantesco – denuncia il Pd –. In Calabria la salute è diventata un lusso e chi non può permetterselo è perduto».
Il partito sottolinea come a indebitarsi siano soprattutto persone in età lavorativa e donne in crescita. «Il sistema pubblico non ce la fa più: liste d’attesa infinite, carenze di personale, servizi territoriali debolissimi e ospedali impoveriti. E il governo nazionale continua a definanziare il Servizio sanitario nazionale, scaricando le responsabilità sulle Regioni del Mezzogiorno».
Criticato anche il Piano di rientro, in vigore da quasi 16 anni, che «ha prodotto solo tagli, disuguaglianze e migrazione sanitaria, trasformando la Calabria in serbatoio di pazienti per il privato e per le strutture del Nord». Il Pd chiede quindi di accompagnare la regione fuori dal Piano e di ricostruire una sanità pubblica degna di questo nome.
Infine, i dem richiamano la proposta di legge della segretaria nazionale Elly Schlein per portare il finanziamento della sanità pubblica almeno al 7% del Pil. «I calabresi non possono curarsi ancora a debito – conclude Irto –. Continueremo a batterci affinché la salute torni a essere un diritto garantito dallo Stato».