Sanità Calabria, Schillaci conferma l'addio al commissariamento ma Italia Viva attacca: «Restano ombre e dubbi»
La delibera del Governo è ancora all'esame della Corte dei Conti. Il ministro spera che il visto arrivi il 31 luglio ma Faraone (Iv) rilancia le perplessità: «Nebbia fitta sulla validità degli atti». E ipotizza un patto politico «scellerato» sull’Autonomia differenziata
Il Governo conferma la volontà di chiudere il lungo commissariamento della sanità calabrese, ma il percorso non è ancora concluso. A ribadirlo è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo alla Camera durante il Question Time, rispondendo a un'interrogazione presentata da Italia Viva. Al centro del dibattito resta la registrazione della delibera del Consiglio dei ministri da parte della Corte dei Conti, passaggio indispensabile per rendere pienamente efficace la cessazione del commissariamento.
Schillaci: «Il commissariamento è cessato, attendiamo la registrazione della delibera»
Nel suo intervento il ministro ha ricordato che il Consiglio dei ministri, nella seduta del 22 aprile, ha deliberato «la cessazione del mandato commissariale per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria».
Schillaci ha però precisato che la delibera è ancora sottoposta al controllo della Corte dei Conti.
«L'atto è sottoposto alla registrazione della Corte dei Conti e la procedura di controllo è attualmente in corso. La Presidenza del Consiglio dei ministri e questo Ministero stanno fornendo i chiarimenti e la documentazione richiesta».
Per il 31 luglio è stata convocata l'adunanza della Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti, chiamata a pronunciarsi sul visto e sulla conseguente registrazione della delibera, definita dal ministro «auspicabile».
Il nuovo piano di rientro 2026-2028
Nel corso della risposta, Schillaci ha ricostruito anche l'iter che ha portato alla decisione del Governo.
Prima della delibera del 22 aprile, il Consiglio dei ministri aveva disposto un approfondimento tecnico sulla situazione della sanità calabrese. Da quell'analisi sono scaturite alcune prescrizioni formulate dal Ministero della Salute e dal Ministero dell'Economia, poi recepite dalla Regione Calabria.
Il ministro ha ricordato che la Giunta regionale ha approvato il 7 luglio il nuovo Piano di rientro del Servizio sanitario regionale 2026-2028, documento che dovrà ora essere esaminato dal Consiglio dei ministri dopo la verifica del rispetto delle prescrizioni richieste.
I dati illustrati dal ministro: migliorano i Lea, resta sotto soglia l'assistenza territoriale
Schillaci ha evidenziato anche i progressi registrati dalla sanità calabrese.
Secondo il ministro, nel 2024 il punteggio complessivo della Regione è salito a 189 punti. L'area della prevenzione è tornata sopra la soglia prevista dagli indicatori nazionali, mentre resta ancora sotto i livelli richiesti quella dell'assistenza distrettuale.
«Questo recupero è stato fatto partendo da uno dei livelli più critici d'Italia ed è stato tra i più rapidi», ha osservato il ministro.
L'attacco di Italia Viva: «Ancora troppi dubbi»
Di segno opposto la posizione di Italia Viva, espressa dal vicepresidente del partito, Davide Faraone.
Secondo l'esponente politico, le spiegazioni fornite dal ministro non avrebbero sciolto i dubbi sulla piena efficacia della revoca del commissariamento.
«Sulla revoca del commissariamento della sanità in Calabria la nebbia rimane fitta. Il ministro Schillaci non ha fatto alcuna chiarezza sulla validità degli atti firmati a ridosso della delibera di cessazione».
Faraone sostiene che non sia ancora chiaro con quale veste Roberto Occhiuto debba adottare gli atti relativi alla sanità – presidente della Regione, assessore o commissario – e richiama i rilievi formulati dalla Corte dei Conti.
L'ipotesi di uno scambio politico
Nel suo intervento Faraone ha anche avanzato un'accusa politica, ipotizzando che la decisione del Governo possa non essere legata esclusivamente ai risultati raggiunti dalla sanità calabrese.
«Non vorremmo che la revoca fosse legata non a un miglioramento della situazione sanitaria bensì a un patto politico scellerato: stop al commissariamento in cambio dell'avallo da parte di Occhiuto dell'autonomia differenziata».
L'esponente di Italia Viva ha quindi ribadito che l'uscita dal commissariamento dovrebbe avvenire solo dopo un effettivo miglioramento dei servizi sanitari offerti ai cittadini, avvertendo che eventuali incertezze potrebbero esporre gli atti della Regione a future contestazioni da parte di altri organi dello Stato.