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25/06/2026 ore 10.44
Politica

Sanità, Occhiuto si sente già assessore ma gli atti che firmerà in giunta potrebbero essere nulli: ecco perché

Il governatore gioca sull'equivoco per cui, per uscire dal commissariamento, basta la pronuncia del Consiglio dei Ministri e non la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale. Ma i dubbi della Corte dei Conti lasciano aperta la partita e i rischi sono enormi

di Massimo Clausi

Roberto Occhiuto, in fondo in fondo, è un futurista. Non nel senso del generale Vannacci rispetto al quale la distanza politica sembra incolmabile, ma del poeta Filippo Tommaso Marinetti secondo cui il fine della poesia era la “maraviglia” . Così di fronte alle perplessità della Corte non ha trovato sufficienti certezze nel decreto del Consiglio dei Ministri per attestare che la Calabria abbia effettivamente ottenuto le condizioni necessarie per uscire dal regime commissariale, il presidente dice che da oggi smetterà i panni del commissario alla sanità e firmerà gli atti da assessore al ramo, anche se non ci risulta abbia formalizzato la nomina . Interrogato sul merito dai cronisti, Occhiuto dice che la questione è già risolta e la fine del commissariamento è cosa fatta. Possibile che il Consiglio dei Ministri in pochi giorni abbia fornito ai magistrati contabili tutte le controdeduzioni richieste, la Corte le abbia già esaminato e apposto il suo nulla osta al Dpcm? Sembra difficile. La sensazione allora che Occhiuto voglia giocare sull'equivoco ovvero che la parola fine al commissariamento si produce con la semplice deliberazione del Consiglio dei ministri.

Commissariamento Sanità, Occhiuto: «Domani firmerò le prime delibere da assessore»

In effetti la Corte dei conti ha posto domande sia di merito sia di metodo sulla scelta del Dpcm abbastanza pesanti, al punto da aver dato trenta giorni di tempo al Consiglio dei Ministri per produrre le sue controdeduzioni, ma il nostro presidente li ha derubricate come una scaramuccia fra poteri dello Stato e in particolare sullo scontro fra il Governo e la Corte dei Conti che va avanti da qualche tempo proprio sul disegno di legge di riforma della magistratura contabile italiana

Intanto però lo stop alla fuoriuscita da un commissariamento che dura da quindici anni c'è stato davvero e affinché si ponga davvero la parola fine al commissariamento serve l'effettivo nulla osta della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm che le esecuzione.

Purtroppo in diritto la forma è sostanza. In assenza del completamento delle procedure il rischio è che gli atti che Roberto Occhiuto firmerà come assessore rischiando di essere nulli per assoluto difetto di attribuzione. Il problema non è nuovo perché già in passato la giunta regionale ha adottato una serie di atti assumendo come imminente o già acquisita la fine del commissariamento. Se tale presupposto dovesse risultare giuridicamente inesistente, si porrebbe anche il tema della validità di quegli atti che risulterebbero nulli se impugnati.

Le prossime ore saranno decisive allora visto che per oggi alle 10,30 è in agenda una nuova riunione di giunta. Vedremo se Occhiuto insisterà su questa strada licenziando atti in materia o se si tratta solo di una boutade. O magari davvero il Consiglio dei Ministri procederà rapidamente a chiarire la sua decisione alla Corte e questa sarà così convinta da mettere immediatamente la sua bollitura al provvedimento.

Il rischio di fondo è che la sanità calabrese rischia di trovarsi in un caos ancora peggiore di quello nel quale già si trova, con una serie di atti che chiunque potrebbe impugnare per renderli nulli.