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02/09/2026 ore 12.08
Politica

Schlein contro Conte, l’incubo agita il Pd: il fronte contrario alle primarie si allarga

Da Franceschini a Bonaccini e Nardella aumentano i dubbi sulla scelta del candidato premier ai gazebo. Il nodo è la tenuta della coalizione dopo il verdetto degli elettori

di Luca Arnaù

Le primarie del centrosinistra non sono ancora state convocate, ma nel Partito democratico sembrano avere già prodotto il primo risultato: mettere a nudo tutte le paure di un partito che vede avvicinarsi lo scontro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e comincia a chiedersi cosa accadrebbe il giorno dopo. Soprattutto se a perdere fosse proprio la segretaria dem.

Il fronte di chi considera pericoloso affidare ai gazebo la scelta del candidato premier continua infatti ad allargarsi. Roberto Speranza, Dario Franceschini, Stefano Bonaccini, Dario Nardella, insieme ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con accenti e motivazioni differenti hanno sollevato dubbi sull’utilità di una competizione interna alla coalizione. Al dibattito hanno partecipato anche intellettuali come Michele Serra, Francesco Piccolo e Corrado Augias. Dietro la discussione sul metodo si nasconde ormai una questione molto più pesante: il futuro politico di Schlein e, insieme a lei, l’equilibrio stesso del Pd.

Il grande incubo del Pd: Schlein perde contro Conte, e poi?

Il ragionamento dei contrari alle primarie parte da un’obiezione semplice. Se Conte battesse Schlein, quanti elettori del Pd accetterebbero davvero di votare l’ex presidente del Consiglio come candidato premier? E, capovolgendo il risultato, quanti elettori del Movimento 5 Stelle seguirebbero Schlein dopo avere visto sconfitto il proprio leader?
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