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12/04/2026 ore 13.46
Politica

Scontro sulle nuove poltrone create da Occhiuto in Calabria: Avs si stacca dal centrosinistra e punta sul referendum

Alleanza Verdi Sinistra denuncia le nuove leggi su sottosegretari e assessori volute dalla maggioranza di centrodestra e annuncia il sostegno alla consultazione popolare per «bloccare i privilegi della casta»

di Redazione Politica

L'Alleanza Verdi Sinistra della Calabria «considera grave i passaggi politici che la maggioranza di destra, che segue il presidente Roberto Occhiuto, ha compiuto con le leggi sul referendum, sui sottosegretari (due) regionali e sugli assessori (due in più) fatte passare con ritmo accelerato tra novembre 2025 e aprile 2026, strozzando ogni confronto con la minoranza e la società calabrese, che di tanto ha oggi bisogno, ma non certamente di poltrone e di privilegi della casta (staff, prebende, maxi-indennità)». È quanto spiega Avs Calabria in una nota. «Avs ritiene altresì un pannicello caldo la proposta di legge di iniziativa popolare, lanciata dai 10 consiglieri di minoranza, con la scusa dei costi e della nebulosità della normativa vigente. Considerando, al contrario, utile e opportuna la soluzione proposta e avviata dal Comitato referendario per il referendum confermativo ex art.123 della Costituzione, che attribuisce al popolo elettore il controllo sulle decisioni di modifica strutturale dello Statuto regionale», prosegue la nota.

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«Avs, quindi, come comunica il prof. Walter Nocito del coordinamento regionale, sarà impegnata a fianco del Comitato nato ad hoc contro la legge referendaria n. 9 del 2026, che ha 'creato' le nuove quattro poltrone creando le mitiche figure dei sottosegretari regionali e dei nuovi assessori che servono, esclusivamente, per raccogliere consenso elettorale e politico, come le elezioni del 4 ottobre 2025 hanno dimostrato. Il Comitato nato a Lamezia (Codacons e altre associazioni) sarà impegnato a raccogliere le firme nella misura di un cinquantesimo degli elettori calabresi. Alleanza Verdi Sinistra sosterrà questa battaglia organizzando manifestazioni e banchetti di raccolta firme su tutte le province calabresi nel rispetto dei termini temporali (giugno 2026) e nel rispetto della legge n. 45 che regola il referendum statutario (che non è il referendum abrogativo ex art. 11 dello Statuto regionale, istituto di democrazia diretta, di fatto, mai applicato in regione dal 2003 in poi)», conclude la nota.